Veduta aerea del complesso monumentale di Santa Croce e Boscomarengo

Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano le “Giornate FAI di Primavera” (34ª edizione), il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia. Efficace strumento con cui il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano ETS) dal 1975 esercita la sua missione di educazione alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Con il FAI, dal 1993 al 2025 quasi 13,5 milioni di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono. Ad ogni visita è possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.

I 5 LUOGHI DELLA PROVINCIA
Bosco Marengo – COMPLESSO MONUMENTALE DI SANTA CROCE – La chiesa e il convento domenicano di Bosco Marengo sorsero nel 1566 per volontà di papa Pio V, al secolo Michele Ghislieri (1504–1572), che ne decise la costruzione l’anno stesso della sua elezione a pontefice, carica che ricoprì dal 1566 al 1572. Diventato papa a brevissima distanza dal Concilio di Trento (1563), il nuovo papa intendeva realizzare nella propria città natale una delle primissime declinazioni in architettura dei dettami della Controriforma, definiti appunto dal Concilio.
Casale Monferrato – BIBLIOTECA DEL SEMINARIO VESCOVILE – Fu fondata ed eretta nel 1738 da Monsignor Caravadossi, Vescovo di Casale Monferrato, e dotata di beni librari e di una rendita per la sua gestione e mantenimento. La sede primitiva fu l’antico Seminario in via Palestro dove già dal 1610 venne costituito un primo nucleo di biblioteca a servizio degli studi dei seminaristi. Nel 1807, in assenza di locali dedicati, il Vescovo Villaret fece sistemare la biblioteca presso l’Oratorio di San Filippo Neri fino alla costruzione dell’attuale edifico. Nel 1832, il bibliotecario Seggiaro riordinò, catalogò e collocò i libri negli scaffali lignei tuttora esistenti.

La pista Polistil di Quattordio

Quattordio – PISTA POLISTIL AUTOMOBILINE ELETTRICHE – La pista è una collezione di piste e automodelli che racconta 60 anni di storia dell’automobilismo sportivo – dal 1963 al 2002 – spaziando dalle Sport Prototipo alle Formula 1, fino alle vetture da Rally. All’interno della corte agricola Olivazzi, nell’ex-stalla, è allestita la pista per automodelli elettrici “SLOT”, lunga 12 metri e a 4 corsie. Sarà possibile visitare la collezione che raccoglie tutti i modelli prodotti da Policar e Polistil e provare alcuni modelli in pista.
Tortona – ATELIER SARINA – Si tratta di un laboratorio d’arte dedicato alla tradizione del teatro di figura, in particolare all’opera di Peppino Sarina, tra i più importanti burattinai italiani del ‘900. Nato a Broni nel 1884, Sarina fu autore di copioni, musicista, attore e scenografo: portò nelle piazze un repertorio vastissimo, tra cui riduzioni dell’epica cavalleresca come i Paladini di Francia, partecipando alla vita culturale tra Tortona e l’Oltrepò Pavese. Dopo la sua morte nel 1978, il suo enorme patrimonio di burattini, scenografie, copioni e materiali di scena fu conservato dalla famiglia, in particolare dall’erede Carlo Scotti Sarina.
Valenza – TEATRO SOCIALE – La storia ebbe inizio nel 1856, quando fu costituita la Società del Teatro, organismo che aveva lo scopo precipuo di attivarsi per la costruzione del teatro cittadino: la realizzazione del progetto fu affidata all’ingegnere alessandrino Ernesto Clerico, che elaborò un modello di teatro all’italiana, e l’inaugurazione ebbe luogo nel 1861. Nel corso degli anni ’90 del secolo scorso, l’edificio fu soggetto a necessari interventi di restauro che si conclusero con il recupero dell’originario impianto decorativo e architettonico. La facciata è decorata secondo lo stile neoclassico, mentre la sala presenta la forma a ferro di cavallo con una platea, 3 ordini di palchi, compreso il palco reale, e un loggione.

L’interno del Teatro Sociale di Valenza

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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