Novi Ligure, lotta al lavoro nero

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Novi Ligure.

Continuano i controlli dei Carabinieri sui locali di Novi Ligure nel fine settimana.

I militari del Nucleo Antisofisticazione Alimentare e del Nucleo Ispettorato del lavoro, coadiuvati da ispettori civili della Direzione dell’Ispettorato del lavoro di Alessandria, hanno controllato due locali, un bar di via dei Mille e un ristorante sulla S.S. 35 Bis dei Giovi, accertando la presenza di sei lavoratori irregolari, tutti italiani, e la mancata osservanza di norme igieniche.

In particolare, il primo controllo, effettuato presso il bar di via dei Mille, ha consentito di accertare che i due lavoratori presenti, ragazzi tra i 20 e i 30 anni di età, stavano servendo dietro il bancone del locale sprovvisti di contratto di lavoro e quindi delle necessarie coperture assicurative e previdenziali.

Stessa mancanza rilevata anche presso il secondo locale, un noto ristorante all’ingresso di Novi, dove quattro lavoratori su cinque sono stati trovati senza contratto di lavoro: una cameriera preposta a servire ai tavoli di diciassette anni e altre tre persone, tra i 20 e i 50 anni, nelle cucine. Inoltre i militari del NAS hanno sanzionato il locale per non avere rispettato i requisiti di igiene previsti e sanciti da Regolamenti Comunitari, con una multa di 1.000 euro.

Per ogni lavoratore sono state elevate sanzioni per 3.000 euro, più 2.000 euro per la sola violazione dell’assunzione in nero per ciascuna attività.

Il controllo, che ha fatto emergere come alcuni esercizi commerciali spesso ricorrano alla cattiva prassi di assumere lavoratori in nero, costerà caro: gli Ispettori del lavoro hanno notificato a entrambi la sospensione dell’attività, condizionata alla regolarizzazione di tutti i lavoratori in nero – con contratto a tempo determinato per almeno tre mesi o contratto a tempo indeterminato – da effettuarsi entro le 12.00 di oggi, e al pagamento delle sanzioni pari a 14.000 euro per il ristorante e 8.000 euro per il bar. In caso di inadempienza potrà essere revocata la sospensione e scatterà la denuncia alla Procura della Repubblica di Alessandria.

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