ROMA (ITALPRESS) – “Sul versante delle riforme la pagina più significativa è certamente rappresentata dalla riforma costituzionale prossima al vaglio del popolo italiano. Sento il dovere istituzionale di ribadire, con chiarezza e fermezza, che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l’indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile che, oltre mezzo secolo fa, in un momento peraltro molto doloroso della Repubblica, mi indusse a far parte di quel nobile ordine al quale mi sento ancora di appartenere”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte di Cassazione. Poi ha aggiunto: “Vorrei ricordare l’istituzione solenne della nuova formulazione dell’articolo 104 della Costituzione: la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, ed è composta da magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente. Un’interpretazione diversa da questa letterale, cartesianamente chiara e distinta, è un’arbitraria e malevola distorsione offensiva della logica ermeneutica e dell’etica politica. L’attribuzione al legislatore di un’intenzione di sottoporre la magistratura al potere esecutivo è null’altro che una grossolana manipolazione divinatoria di una realtà immaginaria. Essa non può nemmeno essere smentita, perché secondo la logica aristotelica non è possibile dare la prova negativa di un evento futuro e incerto. Mi auguro che questa vuota polemica venga ripudiata dagli intelletti più maturi.
Il guardasgilli ha quindi auspicato che “il dibattito sulla riforma si mantenga nei limiti della razionalità, della pacatezza e della continenza”.
(ITALPRESS).
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