L’Alessandria torna al lavoro in vista del finale di stagione: ma come sarà?

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Si torna in campo, lavorando da soli. Succederò dopodomani, giovedì 4 giugno, al mattino, a porte chiuse. In attesa del Consiglio Federale di lunedì 8 giugno, che deciderà sulle modalità di ripresa della serie C. Questo il comunicato ufficiale:

“L’Alessandria Calcio comunica che gli allenamenti della prima squadra riprenderanno con sedute individuali giovedì mattina 4 giugno presso il centro Michelin di Spinetta Marengo. Il lavoro si svolgerà secondo le modalità previste dai protocolli redatti dalla FIGC in materia e approvati dal Governo. Durante gli allenamenti individuali il Centro Michelin sarà chiuso al pubblico”.

Facciamo un po’ di ordine. Per quello che si sa al momento, si dovrebbe tornare a giocare dal 28 giugno, con Monza, Vicenza e Reggina promosse in B, Gozzano, Fano, Rimini e Rieti retrocesse in D, playoff per stabilire la 4^ promozione e playout per definire le altre retrocessioni. Ma non è ancora chiaro come, perché le modalità sono tutte da definire. Dopo lo schiaffo di Gravina alla Lega Pro, che nello scorso Consiglio Federale impose il proseguimento della stagione nonostante la categoria avesse deciso di non giocare più (52 presidenti su 60), ora bisogna adeguarsi alle regole. Saperle, però.

E’ chiaro che i protocolli sanitari sono uguali per tutti, ma quelli della serie A sono insostenibili per la serie C, e anche così, giocando solo gli spareggi senza terminare il calendario, costerebbe, pare, circa 45.000 euro ad ogni club. C’è sempre l’incognita della ‘partecipazione volontaria’ ai playoff, mentre quella ai playout sarebbe obbligatoria, ma ci sono molte società che contestano i criteri di accesso agli spareggi e che, molto probabilmente, vorrebbero riunirsi in assemblea prima del CF per portare una posizione unica della Lega Pro. Un casino totale. La situazione è in divenire giorno per giorno, se non ora per ora. E anche le modalità di ripresa degli allenamenti dei grigi sono una testimonianza dell’incertezza che regna nel settore. Ma dando per scontato che si mettano d’accordo e che le regole vadano bene a tutti, la domandona è questa: saranno sufficienti 24 giorni di preparazione dopo 3 mesi di inattività totale?
Il campo ce lo dirà. Come al solito. Ma sarà un calcio ‘diverso’.

 

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