Il Comune, gli agricoltori e il “pasticcio” degli argini

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Stop, fermi tutti. <Reset>. Si riparte. Così ricomincia la controversa vicenda degli ‘argini negati’. Con un comunicato di oggi pomeriggio il Comune di Alessandria fa retromarcia, sospende l’efficacia della delibera del 10 febbraio per l’istituzione di un Parco Fluviale e spiega la cosa con questa dichiarazione del sindaco Rita Rossa: “Abbiamo accolto l’apertura delle associazioni agricole e, ferma restando la volontà di realizzare un progetto che tuteli una vasta area con caratteristiche peculiari di grande interesse, siamo pronti ad ascoltare quanti sono animati da spirito propositivo e non dalla volontà di utilizzare strumentalmente le decisioni. Auspichiamo che il senso di responsabilità e di attenzione per gli interessi generali della città, consentano ai privati di ripristinare l’uso civico delle strade di accesso agli argini, così come è stato fatto da tempo immemorabile”. 
In realtà la citata ‘apertura’ delle associazioni agricole, Coldiretti, Confagricoltura e Cia, è stata una protesta, come specificato dalle stesse nei comunicati dedicati, in disaccordo con l’atteggiamento dell’Ente, reo A) di non aver coinvolto i proprietari dei terreni interessati, B) di aver incolpato il mondo agricolo del degrado e dei danni ambientali delle zone fluviali, C) della mancata specificazione degli intenti finali del progetto. Come si legge sopra, il sindaco fa appello al senso di responsabilità dei proprietari, che avevano ‘sbarrato’ la strada ai ‘runners’, abituali frequentatori della zona dietro il Cimitero Municipale.
Morale: la gente riprende a correre sugli argini, il progetto verrà “rivisto e corretto”, con una Conferenza dei Servizi che consulterà le associazioni agricole, per integrare e migliorare la delibera. Bene così.

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