ROMA (ITALPRESS) – L’olio d’oliva italiano affronta una fase delicata, con oltre 200 mila tonnellate di prodotto della passata campagna ancora stoccate tra frantoi e cooperative agricole. Le scorte erano state accumulate nella speranza di una ripresa dei prezzi, che però non si è verificata.
Una situazione che preoccupa soprattutto in vista della prossima raccolta: se le vendite non ripartiranno, frantoi e industrie potrebbero avere difficoltà a ritirare la nuova produzione, aggravando le difficoltà anche per gli olivicoltori.
Tra le regioni maggiormente coinvolte ci sono Puglia e Calabria, che da sole concentrano oltre la metà della produzione italiana di olio d’oliva e che oggi si trovano a fare i conti con una situazione di crisi.
Il problema riguarda in particolare i frantoi, che rappresentano l’anello di collegamento tra agricoltori e industria e detengono gran parte delle scorte, ma che sono classificati come imprese artigiane.
Tra le possibili soluzioni si valuta la destinazione di parte dell’olio agli indigenti e il ripristino dell’aiuto allo stoccaggio privato. Ma per gli operatori serve soprattutto un intervento sulla filiera, coinvolgendo anche la grande distribuzione.
L’obiettivo è valorizzare l’extravergine italiano e garantire al prodotto un prezzo adeguato alla sua qualità, sostenendo così imprese e produttori in una fase particolarmente difficile.
mgg/azn
Una situazione che preoccupa soprattutto in vista della prossima raccolta: se le vendite non ripartiranno, frantoi e industrie potrebbero avere difficoltà a ritirare la nuova produzione, aggravando le difficoltà anche per gli olivicoltori.
Tra le regioni maggiormente coinvolte ci sono Puglia e Calabria, che da sole concentrano oltre la metà della produzione italiana di olio d’oliva e che oggi si trovano a fare i conti con una situazione di crisi.
Il problema riguarda in particolare i frantoi, che rappresentano l’anello di collegamento tra agricoltori e industria e detengono gran parte delle scorte, ma che sono classificati come imprese artigiane.
Tra le possibili soluzioni si valuta la destinazione di parte dell’olio agli indigenti e il ripristino dell’aiuto allo stoccaggio privato. Ma per gli operatori serve soprattutto un intervento sulla filiera, coinvolgendo anche la grande distribuzione.
L’obiettivo è valorizzare l’extravergine italiano e garantire al prodotto un prezzo adeguato alla sua qualità, sostenendo così imprese e produttori in una fase particolarmente difficile.
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