La solita Alessandria: segna, non chiude, sbaglia e si fa gol da sola.
A Caserta finisce 1-1

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Manuel Fischnaller

Mister Pillon vede “il bicchiere mezzo pieno”, e forse ha ragione perché la sua squadra ha pareggiato fuori casa, gioca il ritorno in casa, ha fornito una prestazione discreta e, oggettivamente, è più forte della Casertana. Ma non si dimentichi che questa squadra è arrivata nona nel girone C, e i suoi valori, al di là dell’impegno e dell’agonismo, sono distanti da quelli dell’Alessandria. Che ha mostrato il solito volto: dopo un rischio iniziale su un tiro-cross sul quale è stato bravo Vannucchi, è arrivato al 15′ il bellissimo gol di Fischnaller, che in assolo ha seminato tre avversari e ha concluso con un gran diagonale di sinistro a mezza altezza, per un vantaggio che andava gestito meglio. Dopo sono da segnalare un paio di occasioni di raddoppio per i grigi: una tiro diretto dalla bandierina di Gonzalez (ci prova tutte le partite a far gol da lì) messo in angolo dal portiere Ginestra e un bellissimo uno-due Gonzalez-Bocalon-Gonzalez chiuso ancora dall’estremo campano.
Poi, al 76′, il solito disastro difensivo: possesso Alessandria, il pressing casertano costringe la squadra ad arretrare verso l’area e Celjak, con leggerezza, tocca all’indietro per Vannucchi regalando un assist fantastico a Taurino, che evita il portiere e fa l’1-1 per una squadra che non aveva praticamente mai tirato in porta. Nell’ultimo quarto d’ora l’Alessandria ha provato a vincere, ma non è andata al di là di due conclusioni di Gonzalez, la prima su un grande pallone di Bocalon, chiusa da Ginestra, e la seconda direttamente su punizione, un po’ telefonata. Stop.
Praticamente una gara-fotocopia di quelle di Viterbo e Tivoli, che hanno sancito il sorpasso della Cremonese e il fallito match-ball del contro-sorpasso.

In ottica playoff l’1-1 è un buon risultato, con la vittoria e qualunque pareggio l’Alessandria passa il turno (senza supplementari e rigori), però in poche settimane di lavoro il buon Bepi Pillon ancora non è riuscito ad eliminare quei difetti che hanno caratterizzato la seconda parte della stagione. D’altronde, parafrasando don Abbondio, “se uno la grinta e la personalità non ce le ha, non se le può dare…”.

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