Con la Lupa Roma conta solo vincere
sperando in un ‘flop’ della Cremonese

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Da un girone all’altro, da una Lupa all’altra. L’11 dicembre 2016, quattro mesi e mezzo fa, l’Alessandria batteva la Lupa Roma 3-0 al ‘Moccagatta’ (13′ rig. Gonzalez, 69′ Iocolano, 94′ Bocalon), in una gara che segnò l’esordio in grigio del giovane Aramini (’99), autore dell’assist del terzo gol. L’Alessandria comandava la classifica con 10 punti di vantaggio sulla Cremonese: 46 a 36, mentre Livorno e Arezzo stavano a 33. Massimo vantaggio dei grigi, mai più in doppia cifra.
Da allora, anzi, la ‘Cremo‘ ha fatto 39 punti, l’Alessandria 28. Vista da fuori, una rimonta fantastica. Vista da vicino, un suicidio sportivo che ha pochi eguali nella storia. Mi sembra ancora incredibile ‘vedere’ i grigi al secondo posto in questa stagione, ma purtroppo è la realtà. E dire che gli avversari, in quattro mesi e mezzo, han fatto di tutto per dare via libera ai giocatori mandrogni, che arrivati al mese di aprile hanno preso la promozione diretta in B e l’hanno buttata dalla finestra. Per fortuna, nella caduta, la promozione si è impigliata nei fili della biancheria e si è fermata lì, in attesa di essere recuperata. Ed è lì, in bilico, ma c’è qualcuno più vicino che può prenderla. Gli alessandrini possono solo sperare che questo ‘qualcuno’ abbia paura dell’altezza, scivoli e non ci arrivi, ma devono comunque prendere la scala e cercare di salvarla.

Il tecnico Bepi Pillon punta molto sul fatto di “vincere sempre fino alla fine e poi guardare la classifica”, senza pensare agli altri. Domani si giocherà tutti alla stessa ora, le 16.30, e la Cremonese affronterà la difficile trasferta di Livorno, partita sulla quale patron Di Masi ha sparso un po’ pepe una settimana prima, tanto per vedere l’effetto che fa.
Difficile non pensarci…

La Lupa Roma, avversario inedito fino all’anno scorso, è messa malissimo, perché è penultima con 31 punti, +2 sull’ultimo posto. Vuole evitare la retrocessione diretta e accedere ai playout, e sul gibboso terreno dell’Olindo Galli di Tivoli (suo campo di casa) farà di tutto per rendere la vita difficile ai grigi. L’allenatore è David Di Michele, lo stesso dell’estate, esonerato e richiamato dopo la parentesi (9^-12^) di Agenore Maurizi.
Di Michele è alla sua prima esperienza in panchina, nella stessa squadra dove lo scorso giugno ha chiuso la carriera da giocatore; quanto al capitolo ‘ex’, nel 2013, alla Reggina in serie B, ha incrociato Pillon come tecnico e Fischnaller come compagno di squadra. 
Il modulo più utilizzato è il 4-3-1-2, il cosiddetto ‘rombo’, ma cambia spesso; nelle ultime 9 gare la Lupa ha ottenuto solo 3 punti (3 pareggi e 6 sconfitte) e l’ultima vittoria è della 28^ giornata, 3-1 sulla Lucchese il 26 febbraio.

L’Alessandria, come detto dall’allenatore, punta a vincere, ma dovrà farlo senza Sestu e Nava (ricaduta) e con Piccolo in forse. I diffidati (9) non sono un grosso problema, visto che il campionato è quasi finito e negli eventuali playoff le ammonizioni si azzerano, mentre le squalifiche si scontano.
Pillon per domani ha ancora 2-3 dubbi, ma conosce un po’ meglio la squadra e la formazione di partenza potrebbe essere questa: Vannucchi; Celjak, Gozzi, Sosa, Barlocco; Marras, Cazzola, Nicco, Rosso; Evacuo, Gonzalez.

A dirigere la sfida è stato chiamato l’arbitro Federico Dionisi (AQ), omonimo dell’attaccante del Frosinone, che sarà coadiuvato dagli assistenti Alessandro Cipressa (LE) e Maurizio Loni (CA).

 

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