Preso in un bar a Castelnuovo Scrivia il super latitante Sebastiano Strangio

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Nella mattinata odierna, alle ore 9.20 circa, a Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria e di Alessandria, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, a conclusione di incessanti ed articolate attività investigative, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nelle persone del Procuratore della Repubblica Dr. Cafiero De Raho, del Procuratore Aggiunto Dr. Nicola Gratteri e del Sostituto Procuratore Dr. Francesco Tedesco, ha catturato il latitante di ‘ndrangheta STRANGIO Sebastiano nato a Locri (RC) il 13.02.1975, appartenente alla omonima famiglia di San Luca (RC), contrapposta a quella dei PELLE-VOTTARI.

Nel corso di un riservato servizio di pedinamento ed osservazione, il latitante è stato riconosciuto dagli investigatori della Squadra Mobile di Alessandria, unitamente a quella di Reggio Calabria, coordinate dallo S.C.O. di Roma, con l’ausilio del personale del Servizio Polizia Scientifica del Dipartimento, mentre era all’interno di un bar di Castelnuovo Scrivia (AL) a bere un caffé. All’uscita del bar, senza consentirgli alcuna possibilità di fuga, i poliziotti lo hanno fermato. Al momento del controllo, il soggetto non era armato e non ha opposto alcuna resistenza, ma ha tentato di nascondere la sua vera identità esibendo agli operatori una patente di guida falsa. ma di fronte all’evidenza, non gli è rimasta alcuna possibilità se non quella di ammettere chi fosse realmente.

STRANGIO Sebastiano è fratello di Maria, nata a Locri (RC) il 10.06.1973, uccisa a seguito di un agguato di tipico stampo mafioso avvenuto a San Luca (RC) il 25.12.2006 nella cd. “Strage di Natale”, in cui vennero feriti anche altri suoi parenti. Da allora, lo STRANGIO, Sorvegliato Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno, si rendeva irreperibile, facendo perdere ogni sua traccia.

Come si ricorderà, la tragica scomparsa di STRANGIO Maria, evento eccezionale mai avvenuto in contesti di ‘ndrangheta in cui le donne sono protette da un alone di “sacralità”, causò la tremenda reazione della cosca NIRTA – STRANGIO che, da quel momento in poi, scatenò una vera e propria escalation criminale, culminata nella nota “Strage di Duisburg (D)” del Ferragosto 2007.

L’odierno catturato è stato destinatario dell’O.C.C.C. nr. 1895/07 R.G.N.R. D.D.A. e nr. 3440/07 R.G. G.I.P. e nr. 56/07 C.C. D.D.A. emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria in data 17.09.2007 (Operazione “FEHIDA I”), successivamente revocata dalla Corte di Assise presso il Tribunale di Locri nel luglio 2011. In tale procedimento, al momento pendente in secondo grado, egli era imputato, unitamente a NIRTA Giuseppe, NIRTA Giovanni Luca, ROMEO Sebastiano e NIRTA Francesco, per aver per avere fatto parte dell’associazione di tipo mafioso armata denominata “Cosca NIRTA Versu”, operante in San Luca e zone limitrofe associazione mafiosa, nonché, in concorso morale e materiale con gli altri soggetti sopra citati (NIRTA Giovanni Luca quale concorrente morale mediante istigazione), per aver cagionato la morte di PIZZATA Bruno, nato a San Luca il 24.08.1947, ritenuto organico alla cosca denominata “VOTTARI-PELLE-ROMEO”, nei cui confronti, in data 04.01.2007, venivano esplosi numerosissimi colpi di arma da fuoco.

 

Rendendosi irreperibile, lo STRANGIO si sottraeva agli obblighi della Sorveglianza Speciale di P.S. ai quali era sottoposto. Per tale violazione, veniva condannato, in via definitiva, alla pena di anni uno di reclusione per violazione dell’art. 9, comma 2, della legge nr. 1423 del 1956 (Ordine di esecuzione per la carcerazione n° SIEP 93/2011, emesso dalla Procura della Repubblica di Locri in data 15.12.2011), reato per quale, in data odierna, è stato assicurato alla Giustizia.

La cattura di STRANGIO segue quella del cognato GIORGI Salvatore, nato a Locri (RC) il 28.08.1974, residente a San Luca (RC) in via SS Apostoli n. 6, rintracciato da questa Squadra Mobile a Cervia (RA) in data 19.10.2012. In quella occasione, le ricerche condotte nei giorni precedenti alla cattura, avevano documentato che GIORGI Salvatore era stato ricoverato in una clinica della riviera adriatica per sottoporsi ad un intervento chirurgico al cuore.

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