L’impegno dei Carabinieri di Casale per il “codice rosso”

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  Nel corso dell’ultimo periodo, i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Casale Monferrato hanno proceduto a un’attenta prevenzione, sensibilizzazione e repressione dei reati riguardanti la violenza su donne e minori. In più casi si è proceduto all’applicazione della legge n. 69/2019 denominata “Codice rosso” o del “Revenge porn”, che garantisce maggiore tutela alle vittime di violenza sessuale, atti persecutori, maltrattamenti, diffusione non autorizzata di immagini sessualmente compromettenti e deformazioni dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso. Con questa legge, a seguito di denuncia, la polizia giudiziaria deve attivarsi immediatamente, con l’obiettivo specifico di garantire l’immediata instaurazione del procedimento e di eventuali provvedimenti protettivi o di non avvicinamento alla vittima del reato. In più occasioni, a seguito della segnalazione all’Autorità Giudiziaria, i Carabinieri hanno attuato le severe norme previste dal: “Codice rosso” e, con l’aiuto delle varie Associazioni presenti sul territorio, hanno garantito protezione e sostegno alle vittime.

A Casale Monferrato, dove è presente all’interno della Caserma una stanza adatta a gestire con il metodo investigativo più adeguato questi particolare reati, i Carabinieri hanno attuato una stretta collaborazione con l’Associazione Soroptimist.

In ambito repressivo i Carabinieri del casalese hanno deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria alcune persone, a seguito di denunce presentate da:

–       una 36enne, per atti persecutori, nei confronti di un casalese con precedenti di polizia, poiché, nel periodo da settembre a dicembre 2019, al termine della relazione sentimentale, avrebbe molestato la donna con continue telefonate e, in una circostanza, qualificandosi come parente del figlio minorenne della stessa, avrebbe tentato di accedere alla scuola per incontrarlo, venendo allontanato dai dirigenti scolastici;

–       una 43enne, per minacce, nei confronti dell’ex marito 47enne, poiché, alterato dalla ricezione dell’atto di pignoramento e dal diniego dell’affidamento del figlio minorenne, avrebbe minacciato l’ex-moglie e l’ex-suocera;

–       una 32enne, per diffamazione e molestie, nei confronti di un 47enne poiché, da giugno a ottobre 2019, avrebbe effettuato numerose telefonate anonime sull’utenza della denunciante e avrebbe inviato per posta, a diversi esercizi pubblici e istituti scolastici della zona lettere diffamatorie nei riguardi della donna;

–       una 53enne, per molestie, nei riguardi di un 27enne con pregiudizi di polizia, poiché, da maggio a luglio 2019, avrebbe effettuato una serie di telefonate moleste sull’utenza della donna, madre dell’ex-fidanzata;

–       un 51enne, per sottrazione consensuale di minorenne, nei riguardi di un 24enne di origini brasiliane con pregiudizi di polizia, poiché in più occasioni si sarebbe allontanato in compagnia della figlia 15enne del denunciante, sottraendola all’esercizio della potestà genitoriale.

   

 

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