Salute e diritti per le lavoratrici delle pulizie e della sanificazione delle strutture ospedaliere

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In questo periodo di difficoltà dovuto al Covid-19 le lavoratrici del settore pulizia e sanificazione delle strutture medico-sanitarie hanno fortemente contribuito a rendere gli ospedali luoghi più sicuri e accessibili per tutte e tutti, accettando turni impegnativi e mettendo a rischio la propria salute. Lo hanno fatto con grandi sacrifici, spesso dovendosi occupare allo stesso tempo di figli e
figlie a casa da scuola o di genitori e familiari anziani.
Riconoscere l’importanza del loro lavoro significa anche e soprattutto tutelare le lavoratrici garantendo diritti, salute e sicurezza per tutte.
Perché possano svolgere il proprio lavoro in sicurezza è necessario che vengano prese tempestivamente misure di prevenzione per scongiurare il rischio di contagio da Covid-19.
Chiediamo per questo che vengano presi in tempi rapidi i seguenti provvedimenti:
– Le lavoratrici devono essere sottoposte ai tamponi Covid-19, per la loro sicurezza, per quella dei pazienti e per quella dei loro familiari. Sembra incredibile, ma fino a questo momento nessuna di loro è mai stata sottoposta a tampone Covid e per mesi nessuno – né la ditta appaltante, né l’azienda sanitaria, né i sindacati confederali – si è occupato di risolvere questo problema.
– Gli spogliatoi in cui le pulitrici si cambiano ogni giorno devono essere spostati e collocati in un ambiente sicuro. Attualmente, infatti, gli spogliatoi si trovano in uno spazio adiacente al percorso di isolamento creato per far entrare in  ospedale i pazienti positivi al Covid che arrivano in ambulanza.
 Devono essere forniti i dispositivi di sicurezza a tutte e in quantità sufficienti. Non si può pensare in questo momento storico di fare economia sui pochi strumenti di difesa dal Covid che abbiamo a disposizione, a maggior ragione per chi lavora in ospedale a contatto con pazienti potenzialmente contagiosi e poi si sposta da un reparto all’altro.

Il confronto avviato in questa prima fase con le lavoratrici ha portato anche alla definizione di richieste non direttamente legate alla prevenzione del contagio da Covid-19; crediamo sia importante portare anche queste istanze sotto la sede della Prefettura nella giornata di lunedì 16 Novembre per far emergere la complessità della situazione che queste lavoratrici vivono da molti anni e sotto diverse prospettive. Il loro lavoro, seppur fondamentale, viene spesso mal considerato sia sul piano nazionale che nella dimensione specifica locale:
– Il Contratto Collettivo Nazionale è scaduto da ormai più di sette anni e le paghe orarie previste sono tra le più basse in assoluto.
– I contratti firmati nel corso degli anni dalle lavoratrici hanno dato man mano meno garanzie, al punto che le dipendenti assunte più recentemente non hanno diritto di conoscere i turni all’inizio del mese ma solo di settimana in settimana. È necessario avviare un processo di equiparazione dei contratti individuali per garantire a tutte un trattamento equo e giusto.
– Le buste paga delle lavoratrici mostrano alcune discrepanze con quanto indicato nel CCNL.

Infine, chiediamo che venga istituito un premio di risultato Covid-19 che riconosca l’importanza del lavoro svolto ogni giorno e con impegno per rendere sicure le strutture sanitarie.

Lunedì 16/11 h 17 presidio sotto la Prefettura di Alessandria
Salute e diritti per tutte!

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