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domenica, Ottobre 24, 2021

Procura e Corte dei Conti esamineranno i conti Amag della gestione Repetto. Il nuovo cda approva il bilancio 2012.

Lorenzo Repetto come ‘uomo solo al comando’. E’ questa l’impressione di Pietro Bianchi, attuale presidente del gruppo Amag, fornita riguardo la precedente gestione dell’azienda. Durante le riunione per l’approvazione del bilancio 2012, il presidente Bianchi ha parlato di ‘manovre bislacche’ portate avanti dal suo predecessore, per le quali ‘informeremo Corte dei Conti e Procura’. Il cda ha quindi votato un’azione di responsabilità verso Repetto ed i suoi collaboratori.  Titti i presenti hanno votato favorevolmente, ad eccezione di Montecastello e Molare che hanno preferito astenersi.

Secondo l’attuale dirigenza infatti, negli anni passati ci sarebbe stata una gestione che avrebbe fatto lievitare i costi in maniera esponenziale ed avrebbe ignorato la riscossione di un’importante somma di crediti. Per fare alcuni esempi, Bianchi ha presentato le spese relative alle consulenze, passate da 189mila euro nel 2007 a 1,57 milioni di euro nel 2011, le spese per i rimborsi del cda, passate da 8500 euro a 78mila euro, per arrivare alle spese di promozione passate da 645mila euro a 1,57 milioni di euro.

Bianchi ha denunciato inoltre l’aumento di debiti nei confronti di banche e fornitori che ha caratterizzato la precedente gestione Repetto. Se infatti nel 2007 l’Amag aveva 3,9 milioni di euro di debiti verso le banche e 5,2 milioni di debiti verso i fornitori, questi sono passati nel 2011 rispettivamente a 27,330 milioni e 14,640 milioni.
I sospetti avanzati da Bianchi riguardano anche spese anomale che poco c’entrano con la mission di Amag, tra le quali quelle sostenute per l’acquisto di rose importate dalla Moldavia, centinaia di penne, una cucina mai utilizzata, ed un pregiatissimo tartufo.

Il bilnacio 2012 è stato infine approvato, con 10 voti favorevoli, 9 contrari, e 2 astenuti. Lo scorso anno si è chiuso con una produzione di 91.393 mila euro, contro gli 84mila del 2011. Il risultato prima delle imposte risulta comunque di quasi -5 milioni, a causa dei 14 milioni di accantonamento crediti. La Ream, società di gestione del calore, ha chiuso l’anno con un bilancio positivo di 287mila euro.

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