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venerdì, Luglio 30, 2021

Il Comitato Stop Solvay declina l’invito al Consiglio Comunale aperto

Martedì 15 Giugno alle 21.00 il Comune di Alessandria ha indetto un Consiglio Comunale aperto che ha come tema il caso Solvay.

Anche il Comitato Stop Solvay ha ricevuto un invito ufficiale che ha deciso di declinare.

Sorgerà spontaneo a molte persone chiedersi il perché di questa scelta.

“Gli studi epidemiologici di morbilità e mortalità su chi vive nelle vicinanze del polo chimico di Spinetta Marengo sono stati pubblicati a fine 2019 – spiega Viola Cereda portavoce del Comitato – A nostro avviso, una giunta comunale che veramente avesse avuto a cuore la salute dei cittadini e delle cittadine avrebbe dovuto indire un’assemblea pubblica esattamente il giorno dopo. In quei giorni, tuttavia, da palazzo Rosso si levò solo il totale silenzio (così come peraltro per parecchio tempo a seguire)”.

Nei mesi successivi alla pubblicazione degli studi solo il Comitato Stop Solvay organizzò a Spinetta un’assemblea di informazione e discussione con la cittadinanza per capire come agire in tutela della salute e dell’ambiente a partire da quei dati allarmanti.

“Per un intero anno, forse anche più – continua Viola – abbiamo chiesto a gran voce che il Comune prendesse una posizione chiara. Abbiamo chiesto venisse bloccata la richiesta di ampliamento della produzione, che venisse finanziata una campagna di monitoraggio dell’aria e delle acque più stringente, che venisse finanziato uno screening che coinvolgesse la popolazione. Sappiamo tutti cos’è successo, il sindaco e i suoi assessori sono rimasti silenti quando non addirittura conniventi”. Unico posizionamento pubblico da parte del Sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, è stato quello che l’ha visto “prostrarsi” all’azienda che avvelena migliaia di persone per aver stanziato 100mila euro per l’hub vaccinale alla Valfrè (SOLVAY SPECIALTY POLYMERS ITALY S.P.A. ha fatturato, nel solo 2019, oltre 815 milioni, con un utile di oltre 92 milioni).

Mentre il Comune non diceva una parola, il Comitato Stop Solvay denunciava l’incapacità di Solvay a trattenere inquinanti come il C6O4 e informava rispetto alla pericolosità di questi veleni per la salute.

“Abbiamo contribuito a diffondere i dati e le pubblicazioni che rilevavano il C6O4 fino alla foce del Po e nelle uova degli storni che nidificano nei pressi dello stabilimento – prosegue Viola – così come gli studi di Carlo Foresta che attestavano la pericolosità per uomini e donne di queste sostanze. E il Comune, intanto, cosa faceva?”.

Si guardava bene dall’esprimere parere negativo in merito all’ampliamento di produzione di C6O4 o, al massimo, cercava di barattare l’autorizzazione con il secondo ponte sul fiume Bormida.

In quest’ultimo anno ulteriori dati allarmanti sono venuti alla luce: la presenza nel sangue dei lavoratori del polo di Spinetta è stato reso pubblico nel corso dell’audizione della Commissione Parlamentare d’Inchiesta dedicata al caso Solvay e all’inquinamento da PFAS e la stessa Solvay in New Jersey si sta vantando dello smantellando della produzione del C6O4 come scelta, dice, pro ambiente e salute.

“Non sembra anche a voi – conclude Viola – che il silenzio e l’immobilismo strategico della Giunta Comunale di fronte a tutto ciò non sia in nessun modo accettabile? Veramente decidono solo ora di parlare dell’inquinamento causato da questa multinazionale invitandola addirittura a parlare durante il Consiglio?”

Solvay in questi anni ha prodotto C6O4 senza una vera autorizzazione, ha cercato di ridurre i controlli a garanzia della salute e dell’ambiente, ha dato la colpa delle malattie e della mortalità alle abitudini degli e delle spinettesi: cosa ancora devono fare per non risultare un interlocutore credibile?

I tempi per discutere con chi è rimasto silente davanti a inquinamento, malattie si sono conclusi. Tanto più se si continua a prendere in considerazione la voce di chi lentamente uccide noi e il nostro territorio.

La Giunta ha una sola strada da percorrere: finanziare lo screening della popolazione e il monitoraggio ambientale su Spinetta Marengo e attivarsi concretamente affinché la produzione assassina dello stabilimento venga bloccata.

 

 

 

 

 

 

Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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