Il pari col Padova porta l’Alessandria al primo posto.

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E alla settima in casa Gregucci non vinse. Dopo sei successi consecutivi al ‘Moccagatta’ in campionato, è arrivato il pareggio. Con il rognoso Padova è finita 1-1, con l’Alessandria in rimonta (Marconi 60′) dopo il vantaggio biancoscudato (Altinier 18′). Ma che fosse una partita difficile Gregucci l’aveva detto, e il campo gli ha dato ragione. Il 4-4-2 è, per antonomasia, l’anti-schema del 4-3-3, cioè quello che lo mette più in difficoltà, e quello applicato dai giocatori di Pillon ha complicato la vita ai grigi: già alla mezzora ‘il nostro caro Angelo’ ha cambiato, passando al 4-2-3-1, per poi cambiare due uomini all’intervallo (Morero infortunato, Fischnaller scelta tecnica, dentro Sirri e Marconi) e passare al 4-4-2. La gara è tornata in equilibrio e alla fine il pareggio è giusto e accontenta tutti.
Paradossalmente ‘il punticino’ è bastato per tornare in testa, stante la contemporanea sconfitta casalinga del Cittadella (2-3 col SudTirol), ma là davanti c’è l’ammucchiata: quattro squadre in 3 punti, otto in 7 punti, ma financo Padova, Cuneo e Cremonese, distanti 9-10 lunghezze, possono pensare ad un rientro con un girone intero da giocare. Arrivare primi è maledettamente difficile, ma qualcuno lo farà e per l’Alessandria è il primo obiettivo.
Anche un anno fa i grigi chiusero il primo posto: allora i punti erano 37, ma con due partite in più. La media punti risultò 1.95, a fronte di 1.88 attuale, quindi la ‘proiezione’ della classifica finale porterebbe ad un punteggio più basso. Novara e Bassano chiusero a 74, il doppio esatto, mentre i grigi nel ritorno fecero solo 25 punti; quest’anno l’indicazione numerica dice che per salire in B ci vorranno meno punti, probabilmente fra 60 e 70. Vedremo.
La squadra intanto è al lavoro, senza sosta, per la gara di Salò, che si giocherà venerdì 15 alle ore 20.

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