Il parcheggio di piazza Libertà

Ad Alessandria si fa sempre tutto al contrario: prima si chiude, poi si pensa.
L’associazione richiama l’amministrazione ad un metodo fondato su conoscenza, valutazione d’impatto e progettualità condivisa, rivendicando il ruolo del proprio Laboratorio permanente di Analisi e Rigenerazione Urbana: un patrimonio di competenze unico sul territorio, che l’associazione mette a disposizione della città e di chi è chiamato ad amministrarla.

L’attivazione del nuovo varco dell’Area Pedonale Urbana in Piazza della Libertà non è, per Confcommercio della Provincia di Alessandria, una questione di telecamere né di metri di carreggiata. È il sintomo di una questione più profonda, che riguarda il modo in cui si governano le trasformazioni del centro cittadino: con quali strumenti di conoscenza, secondo quale sequenza, con quale coinvolgimento di chi quel centro lo vive e lo sostiene ogni giorno.

La pedonalizzazione non è, in sé, né un bene né un male: è uno strumento. Le esperienze più riuscite di rigenerazione dei centri storici dimostrano che le aree pedonali funzionano quando rappresentano l’esito di un processo, non il suo innesco. Un processo che muove dalla conoscenza, analisi dei flussi, delle provenienze, dei tempi di permanenza e dei comportamenti di spesa, passa per la valutazione delle ricadute economiche e sociali e si traduce in un progetto organico di riqualificazione urbana, sociale e commerciale. Soltanto a valle di questo percorso l’intervento sulla mobilità acquista senso, perché accompagna una trasformazione già progettata, invece di sostituirsi ad essa. In Piazza della Libertà la sequenza è stata rovesciata: si è intervenuti sull’accessibilità prima, in assenza di una visione su ciò che quello spazio è chiamato a diventare. Né si tratta di un caso isolato: è lo stesso schema che ha accompagnato gran parte delle scelte che negli ultimi anni hanno interessato il centro cittadino, dove l’intervento è venuto prima del progetto e la decisione prima dell’analisi.

Il sindaco di Alessandria Giorgio Abonante

Confcommercio Alessandria non interviene con un’opinione, ma con un metodo. In questi anni l’associazione ha costruito un sistema di analisi e di competenze sulla città che non ha eguali sul territorio. Il Laboratorio permanente di Analisi e Rigenerazione Urbana, sviluppato in collaborazione con la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma nell’ambito del master in gestione e valorizzazione dei centri storici minori, e cresciuto grazie al lavoro costante di Cities, il progetto nazionale di Confcommercio dedicato alle città, studia da tempo piazze, assi e luoghi del commercio alessandrino. Accanto al Laboratorio opera un sistema avanzato di misurazione dei flussi urbani, capace di restituire una lettura ad alta definizione della frequentazione del centro, volumi, tempi di sosta, abitudini di spesa – insieme a un’analisi della sosta a servizio del centro, comparata con quella della grande distribuzione organizzata e dei poli commerciali extra-urbani. È una conoscenza maturata in anni di studio, che permette di leggere con precisione la competizione in atto tra il cuore della città e i grandi poli commerciali. Ogni intervento che riduce l’accessibilità del centro senza accrescerne l’attrattività rischia di spostare persone, tempo e spesa verso modelli di consumo che non generano né comunità né valore per il tessuto urbano. Un patrimonio di questa portata è a disposizione della città e delle sue istituzioni, ed è naturalmente destinato a far parte dei processi decisionali pubblici. Se finora non lo si è ritenuto necessario, viene da chiedersi se il problema non sia proprio questo: i dati oggettivi hanno il difetto di non adattarsi alle decisioni già prese, e di raccontare talvolta una storia diversa da quella che si vorrebbe ascoltare.

Le associazioni di categoria non rivendicano un diritto di veto, ma una funzione: quella di corpi intermedi che rappresentano le imprese, ne conoscono le dinamiche e sono in grado di elevare, con competenze tecniche, la qualità delle decisioni pubbliche. Il confronto preventivo non è una concessione, ma una condizione di buona amministrazione. Gli strumenti esistono. Il Distretto Urbano del Commercio, di cui Confcommercio è promotrice e motore, è nato precisamente per costruire in modo condiviso le scelte sul cuore commerciale della città, e in questa occasione non è stato coinvolto. Ma ciò che conta non è la sede: è il principio. Il confronto deve avvenire prima, sempre, nelle forme più adeguate.
INFO – Ufficio Stampa Confcommercio Alessandria – Tel. 0131-314800; e-mail [email protected]

1. Un principio di consultazione preventiva: ogni intervento sulla mobilità e sull’assetto del centro sia preceduto da un confronto strutturato con le rappresentanze economiche, attraverso il Distretto Urbano del Commercio e le altre sedi istituzionali idonee.
2. Decisioni fondate sull’evidenza: ogni scelta sia sostenuta da una valutazione d’impatto cheintegri flussi, sosta e ricadute economiche e sociali.
3. La riqualificazione come premessa: nessuna pedonalizzazione senza un piano organico di rigenerazione urbana, sociale e commerciale dell’area interessata.
4. Un ripensamento del varco di Piazza della Libertà: si riapra il confronto sull’intervento e se ne valutino gli effetti reali alla luce dei dati, con la disponibilità a riconsiderarne l’impostazione.
In questa prospettiva il Laboratorio avvierà un monitoraggio dedicato degli effetti del varco sui flussi e sulla sosta del centro, i cui esiti saranno resi pubblici. Confcommercio Alessandria si propone come interlocutore tecnico di riferimento per un percorso condiviso con l’amministrazione comunale e con tutti coloro che hanno a cuore il futuro della città.

Così il presidente Ascom, Vittorio Ferrari: «Ad Alessandria si continuano a fare le cose al contrario: prima si chiude, poi si pensa a cosa fare di quello spazio. La trasformazione dei centri urbani è necessaria, ma deve seguire un ordine preciso: conoscenza, progetto e, solo alla fine, intervento sulla mobilità. In questi anni la nostra associazione ha costruito competenze e strumenti di analisi che pochi territori possono vantare, frutto anche di collaborazioni accademiche di primo livello. È un patrimonio che appartiene alla città ed è a disposizione di chi la governa. Certo, consultare i dati prima di decidere comporta un rischio: che suggeriscano una strada diversa da quella già scelta. Forse è per questo che si preferisce farne a meno. Quando la decisione precede l’analisi, i numeri diventano soltanto un fastidio. Non chiediamo di essere ascoltati per principio: chiediamo che le decisioni siano prese con il rigore che Alessandria merita, coinvolgendo chi ogni giorno la tiene viva. Oggi, e con chiunque avrà domani la responsabilità di amministrarla».

Vittorio Ferrari

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

0 0 voti
Valutazione articolo
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Vorremmo sapere cosa ne pensi, scrivi un commento.x