Diffida riguardo il declassamento dell’Ospedale di Acqui Terme

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Riceviamo e pubblichiamo la diffida inviata a Regione Piemonte e ASL AL riguardo il declassamento dell’Ospedale di Acqui Terme.

Faccio seguito alle precedenti diffide del 12 e 23 dicembre scorsi, che si intendono qui integralmente richiamate – rimaste, peraltro, senza riscontro alcuno – per significare quanto segue.
La salute è, per dettato costituzionale, “fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività” e, come tale, incomprimibile da parte di qualunque soggetto.
I criteri che hanno condotto al provvedimento di declassamento dell’Ospedale di Acqui Terme sono squisitamente ed esclusivamente di natura economico-finanziaria, e quindi inadeguati, per tutti motivi già espressi in sede di ricorso amministrativo.

Come già detto in precedenza, con l’ordinanza n. 1774 del 18/12/2015, resa nel procedimento n. 148/2015, anche il TAR Piemonte ha richiesto all’Assessorato Regionale alla Sanità chiarimenti in ordine ai criteri ed agli elementi istruttori che hanno condotto alle scelte operate.
Per queste ragioni e considerato che dal declassamento e dalle già intraprese azioni di ridimensionamento, compresi trasferimenti di personale e di macchinari, certamente deriveranno gravi carenze nell’erogazione di un servizio essenziale e, potenzialmente, anche gravi e concreti danni alla salute dei cittadini, sono nuovamente a diffidarVi ad interrompere qualunque attività di declassamento iniziata e, segnatamente, di soppressione dei reparti di Cardiologia e Terapia Intensiva,- ripristinando immediatamente il Dipartimento di Emergenza – riportando a due i medici in esso presenti durante la notte – e ogni altra struttura che sia stata già in qualsivoglia modo ridotta, al fine di evitare i citati danni alla salute dei cittadini, ricordando che degli stessi potrà essere ritenuto responsabile, sia in sede penale che in sede civile, chiunque con le proprie scelte, azioni ed omissioni, avrà contribuito al loro verificarsi.
Chiedo e Vi invito, infine, ancora una volta, a rivedere i criteri e le scelte operate al fine di poter modificare le stesse quanto prima, potendo cosi adempiere all’obbligo su di Voi gravante di garantire ai cittadini il pieno rispetto del loro diritto alla salute.

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