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Arriva dall’Istituto di Candiolo IRCCS una scoperta rivoluzionaria nella lotta ai tumori del colon-retto. In collaborazione con il Sanger Institute di Cambridge, l’equipe dei professori Livio Trusolino e Andrea Bertotti ha identificato una proteina responsabile della crescita dei tumori di tipo MSI (alta instabilità dei microsatelliti), un’incidenza del 10% per il colon (53 mila nuove diagnosi l’anno in Italia) e quasi un quarto tra le neoplasie allo stomaco.

I ricercatori hanno analizzato uno dei geni candidati, chiamato WRN, e hanno dimostrato che l’eliminazione del gene, tramite il sistema CRISPR/Cas9, porta alla morte della massa neoplastica. Un risultato significativo che potrebbe aprire le porte ad una rivoluzionaria terapia per contrastare questo particolare tumore.

Livio Trusolino, professore presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e co-direttore con Andrea Bertotti del Laboratorio di Medicina Traslazionale del Cancro all’Istituto di Candiolo: “Lo studio, condotto con il Sanger Institute di Cambridge, è partito dall’ipotesi che un qualunque tumore abbia una sorta di tallone di Achille, un punto debole”.

 

Anna Sapino, direttore scientifico dell’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo: “Le potenzialità applicative in oncologia sono ovviamente molto importanti. Il prossimo passo sarà un trial clinico di fase 1 che utilizzi queste terapie innovative”.

Di Fausta Dal Monte

Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"