Ci sono storie che raccontano bene quanto possano fare la competenza, la tempestività e il lavoro di squadra. È quella vissuta nei giorni scorsi all’ASL AL, dove l’equipe della struttura di Cardiologia dell’Ospedale di Casale Monferrato, diretta da Federico Nardi, è riuscita a salvare una paziente grazie ad un intervento eseguito in condizioni di estrema emergenza.

La donna, arrivata in ospedale con uno scompenso cardiaco acuto e un blocco atrio-ventricolare (BAV) completo, rischiava la vita. Ricoverata d’urgenza nell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC) della Cardiologia dell’Ospedale di Casale Monferrato, veniva programmata come 1° intervento della mattina successiva. Proprio durante la preparazione, però, il cuore è andato i arresto cardiaco. Così è iniziata una corsa contro il tempo: manovre di rianimazione, massaggio cardiaco e all’intubazione. Per 18 minuti.
Durante queste manovre, il direttore Nardi e il dirigente medico Fabrizio Luigi Pizzetti, hanno deciso di procedere all’impianto del pacemaker. Il catetere è stato posizionato col massaggio cardiaco in corso, consentendo al dispositivo di iniziare la stimolazione elettrica del cuore. Cha ha risposto. Paziente stabilizzata, intervento completato e trasferimento in Rianimazione.

Riportata in UTIC, la paziente è stata colpita da un’infezione causata da un batterio particolarmente aggressivo, tornando in condizioni molto gravi, con uno stato di semi-coma. Giorno dopo giorno, con una terapia antibiotica mirata e un monitoraggio costante, le condizioni sono migliorate, la donna è tornata ad alimentarsi, ma ha perso l’udito. Un nuovo problema che, questa volta, non era grave: solo un tappo di cerume, prontamente rimosso. Oggi, dopo l’arresto cardiaco e le successive complicanze, la paziente è stata dimessa in continuità assistenziale. Una storia che racconta il valore di una sanità capace di fare squadra: dal Medico di Medicina Generale che ha riconosciuto i primi segnali di allarme fino ai professionisti della Cardiologia, dell’Anestesia e Rianimazione e dell’assistenza che l’hanno accompagnata nelle diverse fasi del percorso di cura.

LE PAROLE – Così Federico Nardi, direttore della Cardiologia dell’Ospedale di Casale Monferrato: «Operare e posizionare un catetere stimolatore mentre erano in corso le manovre di rianimazione cardio-polmonare è stata una sfida estrema. In quei 18 minuti drammatici, la determinazione di tutta l’équipe e il perfetto coordinamento tra cardiologi, anestesisti e personale infermieristico hanno fatto la differenza tra la vita e la morte. Vedere la paziente superare anche le successive complicanze infettive, tornando a sorridere, è la gratificazione più grande per tutti noi».
