La sentenza della Corte costituzionale conferma la necessità di tutelare il suolo destinato alla produzione alimentare. È quanto sottolinea Coldiretti che rende noto come, con la sentenza n. 127/2026, la Corte costituzionale ha dichiarato infondate le questioni sollevate dal TAR Lazio, confermando la legittimità del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle zone classificate agricole. Dunque sui tetti sì, a terra no.
Il pronunciamento conferma un principio sostenuto da Coldiretti: la transizione energetica può e deve essere perseguita senza sottrarre terreni alla produzione di cibo.
La priorità deve andare ai tetti degli edifici, ai parcheggi, alle aree industriali dismesse e alle superfici già compromesse, evitando che i terreni produttivi diventino terreno di conquista per iniziative speculative.
Coldiretti ribadisce il proprio sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma chiede che venga rispettata una precisa gerarchia nell’utilizzo delle superfici: prima quelle edificate, impermeabilizzate, dismesse o degradate; nelle aree agricole, soltanto soluzioni realmente compatibili con la prosecuzione dell’attività produttiva.
