Le imprese del Piemonte a rischio sono oltre 34.000. Dentro i confini regionali, l’analisi per provincia evidenzia una variabilità contenuta ma significativa: l’incidenza più elevata di imprese a maggiore rischio si osserva a Novara (10,1%, 2.840 imprese a rischio), seguita da Alessandria (9,5%, 3.461 imprese a rischio), Torino (9,4%, 19.695 imprese a rischio), Biella (9,1%, 1.336 imprese a rischio), Vercelli (9,0%, 1.265 imprese a rischio), Asti (7,9%, 1.641 imprese a rischio), Verbania (7,3%, 854 imprese a rischio) e Cuneo (5,2%, 3.227 imprese a rischio).
Nel complesso, in Piemonte, la quota di imprese a rischio per il 2026 è pari all’8,6%, +0,7% rispetto al 2025, ma inferiore alla media italiana (12,1%).

I SETTORI – Il numero più alto di aziende attive si registra nel commercio (22,5%), seguito da costruzioni (16,1%) e agricoltura e pesca (11,4%). Le attività più a rischio insolvenza si trovano nelle attività in cava (28,4%), nella gestione di acqua e rifiuti (17,6%), nei fornitori di energia (15,9%) e nel trasporto e magazzinaggio (12,1%). Le attività meno a rischio sono invece quelle legate ad agricoltura e pesca (2,3%), attività finanziarie e assicurative (2,4%) e altri servizi (3,2%).

Sono dati rilevati da Business Scan, Osservatorio di Sevendata, data company italiana focalizzata sulla business information e l’analisi del rischio di credito, che ha preso in esame lo stato di salute delle aziende del Piemonte
