Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della Pro Loco di Castelletto d’Orba contro una devastante burocrazia.

La Pro Loco di Castelletto d’Orba APS ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il silenzio-inadempimento del Comune di Castelletto d’Orba, attualmente retto dal Commissario Straordinario dott. Eugenio Licata.

IL RICORSO – Predisposto dall’avvocato Francesco Mercuri, per conto dell’associazione presieduta da Lorenzo Repetto, nasce da una vicenda che, prima dell’insediamento della gestione commissariale, appariva ormai sostanzialmente definita nei suoi elementi fondamentali. Era infatti già stata predisposta una bozza di deliberazione di Giunta, accompagnata dal relativo schema di contratto di comodato d’uso gratuito, frutto di un confronto avanzato tra amministrazione comunale e Pro Loco. L’accordo prevedeva la concessione pluriennale dei locali comunali in località Castelvero, realizzati negli anni ’90 anche grazie all’apporto diretto del volontariato della Pro Loco di Castelletto d’Orba. Cucine, attrezzature e impianti risultano infatti di proprietà della stessa associazione. La concessione avrebbe consentito alla Pro Loco di continuare e ampliare le proprie attività di interesse sociale, promozione territoriale e valorizzazione della comunità locale nelle aree annesse al complesso sportivo, assumendosi inoltre, a proprie spese, rilevanti
interventi di manutenzione, adeguamento normativo e messa in sicurezza delle strutture.

LA GESTIONE COMMISSARIALE – Con iI suo arrivo il procedimento si è improvvisamente arrestato. Con nota prot. n. 1581 del 17 marzo 2026, il Commissario Straordinario ha infatti dichiarato di non poter esaminare la richiesta, ritenendola eccedente rispetto ai poteri della gestione commissariale e rinviando ogni decisione agli organi ordinari dell’Ente. Secondo la Pro Loco, quella scelta ha di fatto impedito la conclusione positiva di un percorso amministrativo già condiviso nei suoi contenuti essenziali, aprendo una fase di stallo che ha finito per penalizzare non soltanto l’associazione, ma l’intera comunità castellettese. Dopo tale comunicazione, la Pro Loco aveva formalmente diffidato l’Amministrazione comunale a concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso, rappresentando anche la disponibilità ad una soluzione transitoria e compatibile con la durata della gestione commissariale. Nemmeno questa apertura ha però consentito di superare l’immobilismo amministrativo. Nel ricorso si richiama l’articolo 2 della legge 241 del 1990, che obbliga la Pubblica Amministrazione a concludere i procedimenti con un provvedimento espresso, sottolineando come il protrarsi del silenzio amministrativo costituisca una violazione dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’azione pubblica.

Il palazzo del Quirinale

L’ATTO DEPOSITATO AL QUIRINALE – Evidenzia come la Pro Loco sia pronta a sostenere investimenti significativi per l’adeguamento dei locali e degli impianti, investimenti che richiedono però certezza amministrativa e continuità nell’utilizzo delle strutture.
Attraverso il ricorso straordinario, la Pro Loco chiede quindi che venga dichiarata l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Castelletto d’Orba, che venga riconosciuto l’obbligo dell’Ente di pronunciarsi formalmente sull’istanza e che sia fissato un termine entro il quale il procedimento dovrà essere concluso.
La vicenda, che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito pubblico nel paese, assume ormai un significato che va oltre il singolo procedimento amministrativo. Al centro vi è infatti il rapporto tra democrazia e burocrazia: se la seconda debba limitarsi a garantire continuità amministrativa oppure possa arrivare a bloccare decisioni già maturate nell’ambito del confronto democratico e nell’interesse della comunità locale, anche quando tali decisioni sono già state adottate e necessitano di una semplice conclusione formale ove la discrezionalità del Commissario prefettizio non è in alcun modo chiamata in causa.

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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