ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo approvato il documento di finanza pubblica. Si tratta di una fotografia dell’andamento dell’economia e la naturale premessa è che non viviamo circostanze normali, ma di tipo totalmente eccezionale, e quindi le previsioni che sono contenute del Documento, che sono state validate dall’Ufficio parlamentare di bilancio l’8 aprile, inevitabilmente sono già oggi sono discutibili ma, nelle prossime settimane, meritevoli probabilmente di ulteriori approfondimenti, adeguamenti e aggiornamenti”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il DFP 2026. “Abbiamo adeguato il PIL per il 2026-2027 che scende nel 2026 da 0,7% allo 0,6%, nel 2027 da 0,8% a 0,6% e nel 28 da 0,9% a 0,8% . Per quanto riguarda l’indebitamento netto della pubblica amministrazione, il 2026 sale da 2,8% a 2,9%, nel 2027 da 2,6 a 2,8% e nel 2028 da 2,3 a 2,5%”.

Sul deficit al 3,1%, Giorgetti risponde con una battuta: “Come diceva Boskov, ‘rigore è quando l’arbitro fischia’, quindi l’arbitro ha deciso per il rigore. Si può essere d’accordo o no, ma queste sono le regole del gioco. Tutto questo dibattito rispetto all’uscita della procedura di deficit eccessivo a me interessava moltissimo fino al 28 febbraio 2026. Dopo il 28 febbraio 2026 mi interessa relativamente meno”. Quindi conclude: “Capisco che in questo Paese ci siano dirigenti che esultano per l’eliminazione di dirigenti sportivi e per l’eliminazione dei mondiali di calcio, quindi è anche evidente che ci siano tanti che esultino per una decisione di questo tipo, dell’arbitro che va contro gli interessi nazionali. Altrove normalmente non avviene”.

foto: IPA Agency

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