ROMA (ITALPRESS) – I traghetti sono una componente fondamentale del trasporto marittimo europeo, ma rappresentano anche una fonte significativa di emissioni. Secondo un’analisi dell’organizzazione Transport & Environment, in Europa oltre mille traghetti producono ogni anno circa 13,4 milioni di tonnellate di CO₂, l’equivalente delle emissioni di 6,6 milioni di automobili.
A guidare la classifica è proprio l’Italia, con 2,4 milioni di tonnellate di CO₂, davanti a Spagna e Grecia. Il peso maggiore deriva soprattutto dal traffico domestico e dalle soste nei porti. Non a caso quattro scali italiani – Genova, Livorno, Palermo e Civitavecchia – figurano tra i primi dieci porti europei per emissioni legate ai traghetti.
Gran parte dell’inquinamento si concentra nel Mediterraneo, dove operano numerose rotte interne e navi spesso datate: l’età media della flotta europea è di circa 26 anni, segno che il rinnovo delle imbarcazioni diventa sempre più urgente.
Una possibile soluzione è l’elettrificazione. Secondo lo studio, entro il 2035 circa il 60% dei traghetti europei potrebbe essere convertito all’elettrico, con una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 42%. Si tratta di una transizione facilitata dal fatto che i traghetti percorrono rotte brevi e prevedibili, caratteristiche che rendono più semplice l’utilizzo delle batterie.
In Italia il potenziale è particolarmente elevato. La flotta conta 167 traghetti e già oggi oltre la metà potrebbe essere sostituita con navi completamente elettriche, mentre un’ulteriore quota potrebbe funzionare con sistemi ibridi.
La sfida principale riguarda però le infrastrutture nei porti, che dovranno dotarsi di sistemi di ricarica adeguati. Secondo gli esperti, con il calo dei costi delle batterie e il progressivo rinnovo delle flotte, l’elettrificazione dei traghetti potrebbe diventare non solo una scelta ambientale, ma anche economicamente conveniente, contribuendo a ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali.
gsl
A guidare la classifica è proprio l’Italia, con 2,4 milioni di tonnellate di CO₂, davanti a Spagna e Grecia. Il peso maggiore deriva soprattutto dal traffico domestico e dalle soste nei porti. Non a caso quattro scali italiani – Genova, Livorno, Palermo e Civitavecchia – figurano tra i primi dieci porti europei per emissioni legate ai traghetti.
Gran parte dell’inquinamento si concentra nel Mediterraneo, dove operano numerose rotte interne e navi spesso datate: l’età media della flotta europea è di circa 26 anni, segno che il rinnovo delle imbarcazioni diventa sempre più urgente.
Una possibile soluzione è l’elettrificazione. Secondo lo studio, entro il 2035 circa il 60% dei traghetti europei potrebbe essere convertito all’elettrico, con una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 42%. Si tratta di una transizione facilitata dal fatto che i traghetti percorrono rotte brevi e prevedibili, caratteristiche che rendono più semplice l’utilizzo delle batterie.
In Italia il potenziale è particolarmente elevato. La flotta conta 167 traghetti e già oggi oltre la metà potrebbe essere sostituita con navi completamente elettriche, mentre un’ulteriore quota potrebbe funzionare con sistemi ibridi.
La sfida principale riguarda però le infrastrutture nei porti, che dovranno dotarsi di sistemi di ricarica adeguati. Secondo gli esperti, con il calo dei costi delle batterie e il progressivo rinnovo delle flotte, l’elettrificazione dei traghetti potrebbe diventare non solo una scelta ambientale, ma anche economicamente conveniente, contribuendo a ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali.
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