PALERMO (ITALPRESS) – “La mafia mira al potere perché attraverso esso è in grado di realizzare il profitto, che è alla base della sua esistenza. Borsellino in questo testo sviluppa i connotati essenziali dell’anti-Stato cioè l’uso della forza, il monopolio fiscale attraverso le imposizioni del pizzo, le infiltrazioni nella pubblica amministrazione e in particolare nel settore degli appalti, l’esercizio della sovranità su un territorio che oggi va oltre la Sicilia: la mafia non è più solo un fenomeno antropologicamente siciliano, ma coinvolge l’intero territorio nazionale”. Queste le parole di Fabio Trizzino, avvocato della famiglia Borsellino nonché genero del magistrato, a margine della presentazione di ‘La mafia e il potere’, volume edito dall’Istituto siciliano di studi politici ed economici (Isspe) che riprende un celebre discorso tenuto da Paolo Borsellino all’interno dell’Istituto stesso. “Da quando è stata istituita la legge 221/1991 circa 400 Comuni sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa: parliamo dell’ente territoriale di base della nostra Repubblica, questo ci fa rendere conto di come Borsellino nel 1989 avesse già individuato il pericolo; oggi, in forme diverse, dobbiamo ancora tenere alta l’attenzione perché Cosa nostra riesce sempre a leggere gli eventi, a volte meglio di chi è deputato a contrastarli. L’appello che Borsellino ha rivolto alle giovani generazioni mi sembra sia stato sostanzialmente colto: bisogna avere fiducia in esse, perché alla radice del movimento mafioso vi era anche una questione di crescita della società civile. Rispetto al 1989 molto è stato fatto e molto c’è ancora da fare, ma io credo che oggi raccogliamo i frutti del sangue di tante vittime innocenti di mafia”. xd8/vbo/mca1