Alessandria-Lecce è come una finale, si gioca tutto in una partita sola

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Hai voglia a dire che è la gara di ritorno. Col pareggio dell’andata (1-1), si parte alla pari e conta solo vincere: al 90′, ai supplementari, ai calci di rigore.
Per entrambe si gioca tutta una stagione in una partita sola, che può regalare la speranza di andare avanti a giocarsi la semifinale, e poi la finale, per salire in serie B. Solo il 17 giugno si saprà chi sarà la quarta promossa, al termine di questi ‘playoff-monstre’.

Ripassiamo le regole: domani sera (ore 18, stadio ‘Moccagatta’, diretta RaiSport) passa chi vince; in caso di pareggio si fanno i supplementari, in ulteriore parità calci di rigore. L’unico vantaggio che ha l’Alessandria è giocare l’overtime e tirare i rigori in casa, ma conta relativamente.

Sarà la partita del cuore, della testa, dell’attenzione costante, dei dettagli maniacali. Tutte e due le squadre sono blindatissime: rifinitura a porte chiuse, bocche cucite sulle formazioni, Alessandria in ritiro dal pranzo di oggi, Lecce partito per il Piemonte e in città da stasera.
Testa sulla partita, ambiente carico di qua e di là, dichiarazioni fotocopia dei due allenatori, che altro non possono fare che gestire l’inevitabile nervosismo dei propri giocatori cercando di trasformarlo in energia positiva.
Conterà la tattica, conterà la condizione fisica, conterà la fortuna. Tutti daranno tutto, perché sono due squadre costruite per vincere, che dieci mesi fa erano tra le favorite e che non ce l’hanno fatta per ragioni diverse. Il rammarico più grande ce l’hanno i grigi, finiti alla pari della Cremonese e costretti agli spareggi per gli scontri diretti, mentre i giallorossi hanno meno rimpianti, visto che hanno chiuso la ‘regular season’ a -11 dal Foggia. 

Conterà la squadra arbitrale, che per l’occasione sarà composta da Francesco Guccini (Albano Laziale), coadiuvato dagli assistenti Michele Lombardi (BS) e Mattia Scarpa (RE) e dal 4° uomo Giosué Mauro D’Apice (SA).
E conterà la storia. I precedenti sono 5: due in B nel ’48-’49 e due in C nel ’52-’53, che si aggiungono all’1-1 di mercoledì scorso (dati Museo Grigio). L’Alessandria è imbattuta, avendo vinto 3 volte e pareggiato 2, segnando 10 gol e subendone 1 solo.

Ci sarà probabilmente il tutto esaurito per questa gara speciale, che sarà l’ultima del Moccagatta così com’è, perché da lunedì inizieranno i lavori di ristrutturazione (14 settimane, ndr) e nella prossima stagione sarà un po’ diverso, senza più il settore ‘Parterre’, che sparirà per far posto alla tribunetta ‘Pitch view’. 

In casa Lecce mancherà probabilmente Drudi, già assente all’andata, fra i padroni di casa è pesantissima l’assenza dello squalificato Cazzola. E sono 9 i diffidati che rischieranno, in caso di ‘giallo’, di saltare l’eventuale semifinale: Arrigoni, Ciancio, Costa Ferreira, Lepore e Marconi per i pugliesi, Bocalon, Gonzalez, Manfrin e Piccolo per i piemontesi.

Bepi Pillon pare orientato a confermare il 4-4-2, che potrebbe essere inizialmente così: Vannucchi; Celjak, Gozzi, Sosa, Manfrin; Marras, Nicco, Branca, Sestu; Gonzalez, Bocalon.

 

TABELLONE PLAYOFF
1) Lucchese-Parma (andata 1-2);
2) Alessandria-Lecce (and. 1-1);
3) Cosenza-Pordenone 
(and. 0-1);
4) Reggiana-
Livorno (and. 2-1).

In semifinale: vincente 1-vincente 3 (martedì 13);  vincente 2-vincente 4 (mercoledì 14). Finale sabato 17 maggio. 

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