NYON (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Aleksander Ceferin fa marcia indietro e si ricandiderà alla presidenza della Uefa. L’annuncio è stato fatto a Berlino dallo stesso 58enne dirigente sloveno, in sella dal 2016, ai presidenti e ai segretari generali di tutte le 55 federazioni affiliate che negli ultimi mesi gli avevano chiesto, in maniera unanime, di riconsiderare la sua precedente decisione: Ceferin si candiderà dunque per la rielezione in occasione del prossimo Congresso Ordinario che si terrà ad Astana, in Kazakistan, il 22 aprile 2027. Una decisione, fanno sapere da Nyon, arrivata “dopo le espressioni di sostegno e incoraggiamento ricevute da altri esponenti del calcio europeo”. “Voglio ringraziare le federazioni nazionali per la loro fiducia – le parole di Ceferin che nel febbraio 2024 aveva annunciato che avrebbe lasciato la presidenza a fine mandato, sebbene il Congresso avesse approvato le modifiche allo Statuto per consentirgli di candidarsi per un ulteriore quadriennio fino al 2031 – Abbiamo affrontato sfide straordinarie negli ultimi anni e le abbiamo affrontate come un’unica squadra. C’è ancora un lavoro importante da portare avanti e ho quindi accettato la loro richiesta. La mia ambizione rimane la stessa: mantenere unito il calcio europeo, rendere il nostro sport più forte e lasciare la Uefa pronta per la prossima generazione. Sono anche profondamente grato alla mia famiglia. Questa decisione richiede molto anche da parte loro e non avrei potuto prenderla senza la loro comprensione e il loro sostegno”.
Ceferin ancora al timone, dunque, per sostenere un processo di riforma della Fifa. Nel confronto di Berlino si è infatti anche parlato del futuro della governance e della leadership della Federazione internazionale. In particolare, a eccezione dell’Azerbaijan, sono state concordate una serie di proposte a seguito della perdita di fiducia nei confronti di Infantino dopo quanto accaduto negli ultimi mesi. “Una riforma istituzionale, da sola, non sarà sufficiente – la posizione che emerge dagli uffici di Nyon – La Fifa ha bisogno anche di una nuova leadership: una figura rispettata e capace di unire, profondamente radicata nel calcio, con la visione e l’esperienza necessarie per guidare l’organizzazione, la capacità di ottenere la fiducia in tutte le regioni e un impegno inequivocabile a favore dello sviluppo, della riforma, dell’integrità e dell’indipendenza”. Una necessità di cambiamento sulla quale è previsto un ulteriore confronto entro il 17 novembre – termine ultimo per presentare le candidature alla presidenza Fifa che sarà decisa a Rabat il prossimo 18 marzo – ma che annovera già delle proposte. Si va dalla separazione dei poteri, affinchè nessun organo o individuo possa aggirare il ruolo degli altri, a un Consiglio Fifa più forte, che definisca le principali proposte prima che vengano assunti impegni. Il calcio europeo chiede anche un ufficio di presidenza che eserciti poteri esecutivi definiti, garantendo che le decisioni riflettano l’equilibrio globale del calcio, ma soprattutto un presidente “che guida, non che gestisce”, “senza esercitare funzioni gestionali”. Fra le altre richieste: maggiore indipendenza per gli organi etici, disciplinari, di revisione e di conformità; modifiche al calendario internazionale e alle competizioni Fifa solo dietro unanimità dell’Ufficio di presidenza; diritto delle federazioni affiliate di sottoporre questioni al Consiglio Fifa; un processo chiaro per le decisioni principali, che arrivino previa consultazione e passaggi presso l’ufficio di presidenza prima e il Consiglio poi; una politica formale e trasparente che disciplini il livello, gli investimenti e l’utilizzo delle riserve finanziarie della Fifa, con almeno 10 milioni di dollari di finanziamento aggiuntivo per ogni federazione affiliata. La sfida a Infantino è ormai lanciata.
– foto Ipa Agency –
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