Parte il 1° ‘Dubai Tour’, nato per caso qui da noi

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Non è un sogno, è vero. Domani nell’Emirato arabo si terrà la cerimonia di apertura del Dubai Tour, primo giro dell’Emirato di Dubai in bicicletta. L’evento è già entrato nel calendario dell’unione ciclistica internazionale e vedrà la partecipazione di numerosi professionisti, tra cui il nostro Nibali, vincitore dell’ultimo Giro d’Italia. L’evento segna l’ingresso ufficiale del gruppo RCS Media Group e RCS SPORT nell’area del Golfo, ma l’idea è nata qui, fra Tanaro e Bormida, nella gelateria Cercenà, concepita dalla mente di un alessandrino, Gian Maria Ravetti. Il progetto, sia sportivo che commerciale, è stato realizzato dalla stessa società che ha acquisito la Space Cannon (quella delle ‘torri di luce’ a Ground Zero, ricordate?), ovvero la Photogenesys, che opera nell’area del Medio Oriente già da diversi anni. In otto mesi tutto è diventato realtà, partendo, per gioco e per scommessa, dalla fantasìa del Ravetti, da sempre considerato visionario illusionista, prima che i progetti prendano corpo, e poi traduttore di sogni in continuo fermento, dopo che i progetti hanno preso forma e dimensione.
Il nuovo ‘Dubai Tour’ è un’incognita, perchè si corre nel deserto, in condizioni anomale per il ciclismo e contro eventi atmosferici desueti come la sabbia e il vento insieme. Le tappe saranno quattro: una cronometro da 10 km in città (Downtown stage), una tappa fra gli impianti sportivi di Dubai (Sport stage, 122 km), una terza attraverso il deserto (Nature stage, 162 km) e quella finale nella parte vecchia della città (Old Dubai stage, 124 km) passando accanto al grattacielo più alto del mondo, il Burj Khalifa (830 m.). Le squadre partecipanti saranno 16, di cui 11 ‘pro’, le loro maglie sono ‘firmate’ Versace, dovunque si parlerà un po’ italiano e magari, chissà, anche un po’ piemontese. (r.b.)

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