Il Mantova sbriciola il primato alessandrino

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L’illusione del primo posto è durata solo cinque giorni: ci hanno pensato i biancorossi virgiliani a riportare tutti i mandrogni coi piedi per terra, e il 2-0 di ieri, firmato Said-Caridi, ha retrocesso i grigi in seconda posizione, a -1 dalla vetta. Tantissima roba comunque. Il campionato dell’Alessandria, in questa stagione, resta fin qui straordinario, e i numeri lo dicono ancora: miglior differenza reti (+14), miglior difesa (18) con Mantova e Arezzo, secondo attacco (32) dietro al Bassano, minor numero di sconfitte (3) come Bassano e Real Vicenza. Uno stop ci può stare, a questo punto dell’annata, soprattutto perchè gli avversari hanno meritato di vincere, mostrando una migliore condizione atletica e una disposizione tattica dannosa per la truppa di D’Angelo. Direi che le ragioni della vittoria mantovana stanno lì. La squadra dell’ex genoano Juric, in gran forma e alla terza vittoria di fila, ha cominciato ad un ritmo troppo alto per i piemontesi, con quel tridente (Caridi-Said-Boniperti) che a sinistra entrava a piacimento seminando il panico, soprattutto col nipote d’arte dal cognome leggendario. Se poi ci aggiungiamo la giornata-no del portiere Nordi, colpevole sul primo gol e pasticcione, con i compagni di reparto, sul secondo, la frittata è fatta. La cosa che stupisce è che l’Alessandria non è quasi mai riuscita a tirare in porta, se non nel finale con Taddei su punizione, ma da primi in classifica può capitare: trovi un allenatore che ti studia a memoria, cerca di non farti giocare e di farti male dove soffri di più, indovina tutto e ti batte. Infatti il Mantova di Juric ha giocato in velocità sugli esterni, entrando come voleva a sinistra, poi, fatti i gol in 12′, ha bloccato Taddei col raddoppio chiudendo tutti gli spazi e ripartendo in modo pericoloso. Nella ripresa D’Angelo, bravissimo a ribaltare le situazioni e a vincere le partite (lo ha già fatto) ha cambiato modulo, passando dal solito 3-5-2 al più offensivo 4-2-3-1 ma, anche conquistando il centrocampo e riuscendo a spingere, la squadra non ha prodotto occasioni da gol, chiusa sempre dalla maggiore freschezza degli avversari. Però c’è un dato da tenere presente: la maggior velocità dei mantovani può essere frutto di una diversa gestione della sosta, nella quale molte squadre hanno lavorato per il lungo periodo e non per l’immediato, cosa che invece serviva ai lombardi per tirarsi fuori dalla palude del fondo classifica. Vedremo più avanti chi avrà avuto ragione. Certo è  che, fra le prime della classe, dopo la sosta solo il Pavia (4 punti) ha fatto meglio dei grigi (3), mentre han fatto peggio Bassano (1) e Novara (1), quest’ultimo addirittura col doppio turno casalingo. Meglio anche Salò (4) e SudTirol (6), ma stanno più indietro, mentre i prossimi avversari del Real Vicenza (sabato 19,30 al Mocca) han raccolto 1 punto solo in due gare interne. Questo per dire che tutte le squadre di testa, in questo periodo, sono un po’ imballate e la sconfitta dei grigi non fa danni.
Quanto al mercato, anche lo sbandierato Arrighini è sfumato, firmando per il Pisa, sua città. Eppure gli annunci per lui si erano sprecati, come per Mazzeo, in una sorta di gara grottesca su chi indovina per primo la bomba di mercato. Più prosaicamente la domanda che io mi faccio è questa: come mai una squadra che è prima e col miglior attacco (in settimana) cerca una punta?

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