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venerdì, Ottobre 22, 2021

A Vercelli un curioso spettacolo teatrale in onore di Emily Dickinson

Prende il via sabato 7 dicembre 2013 una rassegna teatrale con una sede davvero singolare, in una Casa privata, a Vercelli, in via Ariosto 85: è quella del regista Renato Cuocolo e dell’attrice Roberta Bosetti, della Compagnia italo-australiana Iraa Theatre. Una serie di appuntamenti con il loro teatro intimo e urbano, privato e pubblico, domestico e internazionale, come dimostrano le ininterrotte tournée in 26 paesi del mondo, nelle molte case vere e di passaggio dove Cuocolo/Bosetti hanno accolto migliaia di ospiti/spettatori. A partire dalla cifra stilistica e poetica che li distingue – quella del teatro “nella casa” – ora l’esperienza prende una nuova, più radicale forma. La Casa, cui è dedicata la prima parte del progetto (dicembre 2013) è quella dell’infanzia di Roberta Bosetti, con gli arredi, i vestiti, gli oggetti di un passato fortuitamente cristallizzato: il pubblico potrà assistere a quelle stesse storie là dove sono, almeno in parte, nate. E Le Città (titolo della seconda parte della rassegna, in programma nella primavera del 2014), diventa qui la somma di tutte le città toccate dal lavoro di questa coppia i cui spettacoli, come è stato detto, “(…) sono difficili da riassumere, da criticare e da ricostruire con la memoria. Perché non offrono consolazioni alla vita: sono la vita” (Leonard Radic in “History of Australian Theatre”).

Si parte sabato 7 dicembre, dalle ore 22, con un evento speciale: “Night’s dream before Christmas with Emily Dickinson. A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte…” Roberta Bosetti si confronta con le poesie e le lettere di Emily Dickinson attraversando la notte del 7 dicembre. Dalle 10 di sera al mattino seguente Roberta Bosetti interpreterà l’opera della poetessa americana che aveva la capacità di restituire la grandezza della natura dal chiuso della sua stanza. Una sorta di “poesia del domestico” che ben si congiunge con la visione di un teatro intimo e perturbante come quello di Cuocolo/Bosetti. Dieci ospiti/spettatori potranno, a loro discrezione, dormire, sognare (forse) o abbandonarsi all’ascolto dell’edizione integrale dell’opera di Emily D. Vita, sogno voce teatro si sovrappongono. Il tempo reale coincide con il tempo teatrale per un’esperienza unica, come in un sogno pre-natalizio, a pochi giorni dal compleanno della poetessa e dello stesso Renato Cuocolo (il 10 dicembre).

Si prosegue martedì 10, mercoledì 11 e giovedì 12 dicembre (ore 21) con “Roberta torna a casa”, uno degli spettacoli di maggior successo degli ultimi anni, della compagnia. Presentato con Festival Creazione Contemporanea (Torino) e nel quadro della rassegna Da vicino nessuno è normale (Milano), è stato costruito appositamente per casacuocolobosetti. Quando finalmente, dopo anni di vagabondaggio fra continenti, mi sono decisa a tornare nella casa della mia infanzia, la mia infanzia non c’era più. Le persone non c’erano più. Avevano disertato la vita, ultima mia madre, la sua mente se n’è andata a spasso (lo chiamano Alzheimer) e, anche se la inseguo, non posso più raggiungerla, dice Roberta Bosetti a proposito dello spettacolo. La casa è usata in tutti i suoi aspetti, reali e immaginari. Non è solo una trappola per la realtà – come sempre negli spettacoli del duo – ma anche il luogo in cui niente è come sembra: la casa dice “ritorna” ma non promette riposo. Eppure la casa è proprio quella, inchiodata alla sua dimensione e clamorosamente lontana da essa. Una casa conservata quando tutto è cambiato. Si vorrebbe tenerla amorosamente com’era e al tempo stesso sventrarla, ed è quello che in parte avviene nello spettacolo. Si racconta qualcosa che è di tutti e in cui tutti si riconoscono e si rivendica l’unicità dei sopravvissuti.

La prima parte della rassegna dedicata alla Casa si conclude il venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 dicembre (sempre ore 21) con “Rooms for Error. Tre Studi”, dal racconto “La Voglia Di Dormire” di Antov Cechov, dove l’ispirazione prende le mosse da uno dei più intensi e famosi racconti dell’autore, quello in cui una bambina, desidera così ardentemente di chiudere gli occhi e sognare da arrivare ad un gesto omicida. Cuocolo/Bosetti lo presentano in forma di studio agendo in tre stanze diverse e in tre modalità diverse: lettura/interpretazione/discesa. Il sottotitolo “Tre Studi” chiarisce la presentazione. Il testo di Cechov sarà attraversato, infatti, in tre luoghi e in tre modi differenti facendo di “Rooms for Error” un’efficace esplorazione della natura e delle molte lingue che abitano il teatro: la realtà della lettura, l’interpretazione dell’attore che diventa personaggio, la forza simbolica delle immagini. 
La forza di ogni azione, dice lo spettacolo è creare spazi per l’errore, rooms for error appunto: l’errore presuppone la possibilità della scoperta e del coinvolgimento. Si mostrano insieme il risultato e la strada per arrivarci.

Si parte dalla Casa, la casa madre, la casacuocolobosetti, Via Ariosto 85 Vercelli e si prosegue, da gennaio 2014, con Le Città, con il tour di “The Walk”, che toccherà città agli antipodi da Vercelli a Tokyo, a Melbourne per tornare a Torino (Festival delle Colline Torinesi) in giugno. Lo spettacolo partito come studio a Parigi, per essere presentato poi al Terni Festival e al Festival Contemporanea del Teatro Metastasio di Prato, inizia ora un giro del mondo, un passo dopo l’altro. E’ un corteo funebre, una riflessione sull’arte contemporanea, un fare attenzione a non girare dalla parte sbagliata. “The Walk” esce da casa a primavera e si confronta con l’attraversamento della città. Al centro del progetto il mistero che tiene insieme viaggio, memoria e narrazione.

Ultima tappa per ora in programma, sotto il titolo Le Città (aggiornamenti su www.cuocolobosetti.org) è “Metamorphosis”, in scena al Teatro Civico di Vercelli domenica 13 aprile 2014, spettacolo su musiche di Philip Glass e dal testo di Franz Kafka. E’ certamente il più noto racconto di Franz Kafka, un’allegoria della condizione umana dalla quale emerge l’angoscia e l’alienazione dell’uomo moderno nei rapporti con se stesso e con i propri simili. Molto più che una colonna sonora al racconto kafkiano, poi, quella elaborata da Philip Glass, il padre della “minimal music” americana. La musica minimalista di Glass e la prosa scandalosamente moderna di Kafka: due ritmi e due qualità di suono investigati, rapportati, fusi per farli emergere e riemergere l’una nell’altra e dall’altra.

Rassegna La Casa

Informazioni e Prenotazioni: 0161 600 990

Prenotazione obbligatoria. Ingresso € 20

 

 

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