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Alessandria
lunedì, Ottobre 18, 2021

L’attività dei Carabinieri di Alessandria non s’è fermata a San Silvestro

Continuato in maniera imponente i controlli da parte dei Carabinieri della Compagnia di Alessandria che nel pomeriggio del 30 dicembre hanno anche effettuato un servizio coordinato nel capoluogo con l’impiego di due gazzelle del Radiomobile e di cinque pattuglie delle Stazioni Alessandria Principale, Alessandria Cristo, San Giuliano Vecchio, San Salvatore Monferrato e Bosco Marengo con il controllo di tutte le aree sensibili della città tra le quali piazzale Berlinguer, Piazza Madre Teresa di Calcutta, Corso Cavallotti, i giardini antistanti la stazione ferroviaria, i parcheggi di vari centri commerciali, i quartieri Cristo, Pista e Borgo Rovereto, con l’esecuzione anche di numerosi posti di controllo. Nel corso del servizio sono state arrestate due persone rispettivamente per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e per resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, sono state controllate 68 persone e 35 autovetture, sono state effettuate cinque perquisizioni di cui una domiciliare e quattro personali, sono stati elevati due verbali di contravvenzione al Codice della Strada con il ritiro di una patente di guida, veniva denunciato per violazione delle norme sull’immigrazione perché irregolare sul territorio nazionale un cittadino marocchino di 27 anni fermato nei pressi dei giardini della Stazione il quale veniva anche segnalato alla Prefettura quale assuntore di stupefacenti perché nelle tasche aveva 0,5 grammi di hashish che venivano posti sotto sequestro.

  1. I Carabinieri delle Stazioni Alessandria Cristo e Alessandria Principale, con l’ausilio dell’unità cinofila della Polizia Locale di Alessandria, hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti D.F., cittadino italiano di 53 anni, con precedenti di polizia specifici. I militari, alle 15.00 del 30 dicembre, si portavano nei pressi della frazione Villa del Foro presso l’abitazione dell’uomo perché avevano avuto notizia che nella casa veniva svolta una attività di spaccio. I militari quindi intervenivano nell’abitazione e iniziavano la perquisizione domiciliare svolta anche con l’ausilio di Fox, unità cinofila della Polizia Locale di Alessandria, che è risultata fruttuosa perché venivano rinvenuti otto involucri di cellophane contenenti nel complesso 167 grammi di marijuana e 24 grammi di hashish sparsi in vari punti dell’abitazione. Inoltre, nel sottotetto dell’abitazione veniva trovata una teca artigianale di grosse dimensioni e dotata di lampada alogena, perfettamente funzionante e collegata alla rete elettrica, verosimilmente utilizzata per la coltivazione della cannabis indica. La droga veniva ovviamente sequestrata come anche la teca artigianale e l’uomo veniva arrestato e accompagnato al carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria in attesa della convalida del provvedimento.
  2. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Alessandria hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni mediante violenza Pier Luigi Bognanni, di 43 anni, con precedenti di polizia a carico. Il 30 dicembre, alle 16.00 circa una pattuglia del Radiomobile interveniva preso una ditta di via Santi, nella zona industriale D4, perché era stata segnalata la presenza di una persona esagitata che stava creando problemi ai dipendenti dell’azienda. Sul posto giungevano in ausilio altre pattuglie dell’Arma e della Polizia Locale, ma tutti gli operanti venivano tenuti a distanza dall’uomo che si trovava nel cortile aziendale. Infatti, l’uomo minacciava e insultava tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e diceva che voleva essere pagato dal proprietario della ditta con 50 mila euro che gli erano dovuti per il lavoro prestato nell’azienda per oltre 15 anni. Diceva anche che avrebbe ammazzato tutti gli operatori intervenuti e i loro familiari. Inoltre, minacciava più volte che se qualcuno degli operanti avesse oltrepassato il cancello avrebbe sparato loro e mimava il gesto tenendo entrambe le mani in tasca. I militari, dopo averlo fronteggiato e tenuto calmo per qualche minuto, approfittavano del momento in cui l’uomo tirava fuori le mani dalla tasca e non sembrava realmente armato di pistola. Riuscivano quindi a circondarlo, immobilizzarlo e ammanettarlo. L’uomo, nonostante avesse le manette ai polsi, cercava ancora di divincolarsi e colpire i militari, continuando a minacciare e insultare tutti, ma veniva caricato sull’auto di servizio e accompagnato presso la caserma di Piazza Vittorio Veneto. Negli uffici i militari ricostruivano quello che era successo prima del loro arrivo ovvero che l’uomo aveva lavorato nella ditta per oltre 15 anni ed era stato licenziato ad agosto per giustificato motivo. Tramite conciliazione aveva ottenuto subito una parte del suo TFR e la rimanente parte della cifra gli doveva essere versata per 14 mesi con assegni di 800 euro al mese. Ieri l’uomo si era presentato per ritirare gli 800 euro del mese di dicembre visibilmente ubriaco e, appena entrava in azienda, aggrediva la segretaria, costringendola a chiamare il titolare perché pretendeva indebitamente la somma di 50 mila euro. Il titolare, capito al telefono cosa stava succedendo, chiamava il 112 richiedendo l’intervento di una pattuglia perché il suo ex dipendente era sicuramente fuori di sé e poteva essere pericoloso. Intanto la segretaria chiamava telefonicamente un altro dipendente, il quale giungeva poco dopo nel capannone, ma poi veniva costretta a consegnare il telefono aziendale al 43enne per impedirle di chiamare le forze dell’ordine. In tale circostanza aveva preso tra le mani una forbice, trovata sulla scrivania dell’ufficio, che l’uomo brandiva per alcuni minuti nei confronti della segretaria per poi gettarla solo dopo l’arrivo dell’altro dipendente che si era precipitato nel capannone. L’uomo, sempre più agitato, con minaccia costringeva la segretaria e l’altro dipendente ad andare via dalla ditta in quanto voleva attendere da solo l’arrivo del titolare, ma poco dopo si trovava di fronte i carabinieri che arrivavano rapidamente sul posto e lo fronteggiavano per alcuni minuti fino al momento dell’arresto per tutti i reati commessi. La mattina del 31 dicembre veniva accompagnato davanti al Giudice che convalidava l’arresto e rinviava l’udienza a fine febbraio, disponendo la liberazione dell’uomo.
  3. I Carabinieri della Stazione di Bassignana hanno denunciato per guida senza patente perché revocata uno cittadino italiano di 65 anni, pregiudicato, residente in provincia. La pattuglia fermava alle 02.00 del 27 dicembre in via Fiondi di Bassignana un’auto con alla guida l’uomo, proprietario del veicolo, che alla richiesta di fornire la patente ne era sprovvisto perché revocata nel marzo 2015 per mancanza dei requisiti. Il 65enne veniva così denunciato all’Autorità Giudiziaria per guida senza patente perché revocata, mentre l’auto veniva sottoposta a fermo amministrativo e affidata all’uomo che dovrà custodirla in un luogo non soggetto a pubblico passaggio.
  4. I Carabinieri della Stazione Alessandria Principale hanno denunciato per danneggiamento, ingiurie, minacce e percosse e sanzionato amministrativamente per ubriachezza un cittadino italiano di 27 anni, pluripregiudicato, residente in città. Il 28 dicembre un uomo di 49 anni, alle 11.30 circa, percorreva via Faà di Bruno e giunto nei pressi di via Cavour notava la presenza di un giovane che era visibilmente ubriaco il quale inveiva, senza alcun motivo, contro passanti e automobilisti. Poco dopo quel giovane gli chiedeva una sigaretta e alla risposta che non ne aveva perché non fumatore lo aggrediva prima con insulti di ogni tipo e poi con due pugni alla testa, motivo per il quale cadeva a terra e perdeva i suoi occhiali che nella circostanza si rompevano. L’uomo veniva soccorso da un automobilista fermatosi ad aiutarlo, mentre l’aggressore prima si allontanava ma poco dopo tornava verso l’uomo lanciandogli addosso una lattina di birra e poi colpendolo nuovamente alla nuca e al corpo. L’azione dell’aggressore veniva bloccata da un altro automobilista che si fermava ad aiutarlo e ad allontanare l’aggressore, mentre la vittima veniva successivamente soccorsa dal 118 e accompagnata in ospedale dove poi venivano diagnosticati vari traumi. Intanto il giovane entrava nel bar Hemingway e chiedeva della birra ma non veniva servito perché evidentemente ubriaco. Per tutta risposta l’uomo insultava e minacciava la titolare cinese, prendendo a calci le vetrate, le sedie e i tavoli del locale e dopo aver afferrato dei pacchetti di caramelle li lanciava in faccia alla donna ferendola ad un labbro. Poi scappava, ma le telecamere di sorveglianza del locale avevano ripreso la scena e dopo le denunce che le due vittime presentavano presso la Stazione Alessandria Principale, l’uomo veniva identificato nel 27enne, già ben conosciuto dai militari per i suoi trascorsi giudiziari. Infatti, entrambe le vittime ricordavano il particolare di un tatuaggio sul collo dell’uomo, particolare confermato anche della immagini delle telecamere, che indirizzava subito le indagini verso il 27enne. L’uomo veniva poi riconosciuto come l’autore del fatto grazie alla foto inserita in un fascicolo fotografico che veniva mostrato alle vittime e veniva quindi denunciato all’Autorità Giudiziaria per la serie di reati commessa.
  5. I Carabinieri della Stazione Alessandria Principale hanno denunciato per clonazione e indebito utilizzo di carta di pagamento un cittadino pakistano di 29 anni, residente in Emilia Romagna. Ai primi di dicembre un uomo si presentava negli uffici della Stazione denunciando di avere ricevuto sul suo cellulare un SMS che lo informava di un pagamento di 379 euro effettuato per l’acquisto di un personale computer. Non avendo comprato il PC e non avendo mai usato la sua carta di pagamento, capiva di essere stato vittima di una clonazione della carta, bloccando il pagamento tramite la sua banca e presentando la relativa denuncia. Veniva così accertato che la ditta che aveva venduto il computer aveva emesso una fattura a nome del 29enne che, dagli accertamenti effettuati, è risultato l’autore del pagamento mediante utilizzo di carta clonata e per tale motivo veniva denunciato all’Autorità Giudiziaria.
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