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domenica, Ottobre 24, 2021

Decreto fiscale 2020

E’ stato approvato oggi, dopo vari contrasti nella maggioranza,il testo del D.Legge  collegato alla Legge di Bilancio; numerose sono le novità ,la cui direttrice è la lotta all’evasione fiscale ,che ha raggiunto vette poco edificanti nel nostro paese.

Dalla lotta al contante, fino alle sanzioni per chi rifiuta il POS, ecco cosa cambia per partite IVA e consumatori; cercheremo di sviscerare il provvedimento per dare una maggiore chiarezza e comprensione ai lettori e contribuenti.

Il Decreto 2020 come detto sopra ha il suo cardine nella lotta all’evasione, e, sono talmente tante le novità alcune delle quali faranno infuriare sicuramente i professionisti, tributaristi e consulenti, e preoccuperanno anche le imprese che come al solito sono messe sul banco degli imputati.

Come detto le misure contenute nel provvedimento approvato dal Governo e già modificato per superare i primi attriti tra M5S e PD, sono molte. Essendo ritenuta la lotta all’evasione fiscale la direttrice comune di tutte le novità fiscali e non del Decreto Legge collegato alla Legge di Bilancio 2020, rivolte ai titolari di partita IVA, commercianti, professionisti e artigiani, così come ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati, vediamo nel dettaglio alcune delle principali novità.

Dal 2020 saranno introdotti nuovi limiti all’uso del contante, che passerà prima a 2.000 e poi a 1.000 euro, e sempre dal prossimo anno saranno introdotte le sanzioni per chi rifiuta i pagamenti con POS.

L’utilizzo del Pos per artigiani e commercianti sarebbe dovuto partire dal 1 Gennaio 2020, ma poiché ciò avrebbe comportato ingenti spese per le commissioni dovute a carico delle imprese, ed a favore delle Banch , ecco che in dirittura di arrivo è arrivata la modifica ,che sposta tale adempimento a Luglio del 2020.

Dunque si partirà però soltanto dal 1° luglio e non già da gennaio: è il rinvio di qualche mese della nuova stretta contro l’evasione fiscale a placare gli animi all’interno dello stesso Governo, permeato da due visioni che si stanno rivelando meno allineate e convergenti rispetto a quanto previsto inizialmente, e quanto fatto trapelare fino ad oggi.

Sempre per combattere l’evasione, il Decreto Fiscale 2020 introduce nuovi e pesanti limiti alle compensazioni fiscali, impedendo di fatto alle imprese titolari di partite IVA di utilizzare i propri crediti, fino a quando la dichiarazione dei redditi non sia stata presentata, dal contribuente.

Tra le novità previste all’interno del testo del Decreto Fiscale 2020 c’è poi la riapertura dei termini per la rottamazione ter delle cartelle: chi non ha pagato perché non ha potuto o per qualsiasi altro impedimento  entro lo scorso 31 luglio potrà sanare la propria situazione entro la nuova scadenza, che è prevista per il 30 novembre.

Tali novità sono contenute in questo il DL Fiscale che sarà un primo passo, ulteriori norme sono attese con la Legge di Bilancio 2020: inoltre sono prorogati anche nel 2020 i bonus casa, l’insieme delle detrazioni sulle ristrutturazioni e sul risparmio energetico, e debutterà il nuovo bonus facciate.

Cambia notevolmente il regime forfettario, che dal 2020 potrebbe sdoppiarsi, due limiti e altrettante aliquote; Inoltre, saranno oggetto di proroga il super e l’iper ammortamento, due delle deduzioni fiscali per chi acquista beni strumentali.

Le norme contenute nel DL collegato prevedono altri importanti campi di applicazione

Vediamole in breve sintesi:

*Stretta contro le compensazioni;

* Piano Italia cashless contro l’evasione

* Sanzioni POS obbligatorio

* Tagli detrazioni fiscali in arrivo?

* Più controlli sulle fatture elettroniche

* Bollo non pagato, cartelle più veloci

*Scadenza rottamazione ter al 30 novembre

 

Il DL Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 è stato approvato dal Governo con la formula salvo intese, lasciando quindi ampio margine di modifica al provvedimento che ha, come scopo, quello di fare da copertura alla Manovra, naturalmente tali modifiche potranno avvenire solo in Parlamento. Si preannuncia un iter tutt’altro che agevole, ma presumibilmente molto travagliato.

Protagonista dei 55 articoli del DL Fiscale 2020 è il contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, con una vera e propria stretta a compensazioni e rimborsi Irpef.

Tra le novità, viene archiviata l’ipotesi di decurtare dai bonus Irpef riconosciuti in sede di presentazione del 730 o del modello Redditi i debiti maturati dal contribuente nei confronti dell’Erario.

Si preannunciano invece più difficili anche le compensazioni fiscali dei crediti Irpef, Irap e Ires: oltre i 5.000 euro servirà il visto di conformità del professionista, e l’utilizzo delle somme a credito sarà ammesso solo dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi.

 

*Stretta sulle compensazioni

Il DL fiscale contiene alcune importanti (e pesanti) novità per aziende e professionisti, titolari di partita iva.

Le compensazioni nel modello F24 diventeranno sempre più difficili e verranno inasprite le sanzioni, con una particolare attenzione agli scarti: si potrà arrivare sino a 1000 euro di multe, senza peraltro poter ridurre l’importo tramite il cumulo giuridico.

Ad allarmare, oltre ai tempi per la compensazione destinati ad allungarsi anche per Irpef, Ires e Irap, sono le nuove sanzioni particolarmente punitive. Tutto questo è allucinante e sicuramente sarà terreno di scontro tra maggioranza ed opposizione ma anche tra governo ed Associazione dei Dottori Commercialisti Consulenti e Tributaristi.

Tra queste, è quella prevista nel caso di scarto dell’F24 a suscitare le polemiche di imprese e professionisti: anche un semplice e banale errore di compilazione dell’F24 per la compensazione di un credito potrà portare all’applicazione di una sanzione di 1.000 euro.

*Multe per i commercianti che boicottano la lotteria degli scontrini

Il Decreto Fiscale 2020 torna anche sulle regole della lotteria degli scontrini. Tra le novità, viene introdotta una multa per i commercianti che rifiuteranno di eseguire gli adempimenti necessari per la partecipazione alla riffa di Stato.

 

Secondo quanto previsto dalla bozza del DL Fiscale del 21 ottobre 2019, l’esercente o imprenditore che rifiuterà di comunicare all’Agenzia delle Entrate il codice fiscale del cliente, rischia di vedersi applicare una multa che va dai 100 ai 500 euro. Nella prima versione del testo, l’importo della sanzione andava dai 500 ai 2.000 euro.

Per evitare di scoraggiare i contribuenti, le vincite della lotteria degli scontrini non concorreranno alla formazione del reddito del beneficiario, e quindi non verranno sottoposte a tassazione.

*Piano Italia cashless contro l’evasione

Con il Decreto Fiscale 2020 il Governo mette in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori.

Il motto è punire gli evasori, aumentando le pene per i grandi evasori e saranno inasprite le sanzioni per contrastare l’evasione in ambito lavorativo.

È però il Piano Italia cashless la vera novità del testo del DL FIscale 2020. Con l’obiettivo di aumentare i pagamenti elettronici, si predispone un piano che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante, nonché l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica e sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat.

A partire dal 1° luglio, scende inoltre a 2.000 euro il limite per l’uso del contante. Dal 2022 si passerà invece a 1.000 euro.

* Sanzioni POS obbligatorio

A partire dal 1° luglio 2020 scatteranno le sanzioni per artigiani e commercianti che rifiuteranno pagamenti con POS.

L’articolo 22 del dl Fisco infatti sancisce che:

“A partire del 1° luglio 2020, nei casi di mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, effettuato con una carta di pagamento di cui al comma 4, da parte di un soggetto obbligato ai sensi del comma 4, si applica nei confronti del medesimo soggetto una sanzione amministrativa di importo pari a 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento”

Dovrà essere il cliente a denunciare il commerciante che non gli ha permesso di effettuare la transazione tramite POS. In seguito ai controlli, l’esercente quindi dovrà pagare:

una multa di 30,00 euro;

l’aggiunta del 4% del valore della transazione negata al cliente.

Ad esempio, nel caso di una transazione di 100,00 euro, la multa che dovrà pagare il commerciante che non ha permesso al cliente di pagare tramite bancomat ammonta a 34,00 euro.

L’ulteriore sanzione pari al 4% del valore della transazione della vendita o prestazione potrebbe essere cancellata. È questa una delle novità – ancora non messe nero su bianco – frutto del compromesso tra M5S e PD.

* Tagli alle detrazioni fiscali in arrivo?

Accanto alle proroghe, ad agitare gli animi è anche nel 2020 l’ipotesi di tagli alle agevolazioni fiscali. Il tema delle tax expenditures e di un riordino ai bonus esistenti potrebbe entrare nel corposo dossier di novità fiscali nella mani del Governo Conte bis.

 

Se ne parla da anni: in Italia ci sono troppe agevolazioni tra loro sconnesse. La spinta verso lo sviluppo di un’ economia sostenibile e rispettosa dell’ambiente potrebbe essere il punto di partenza per tagli ad alcuni degli incentivi ritenuti dannosi.

Il Green New Deal potrebbe portare, tra le conseguenze, al taglio delle agevolazioni sulle fonti di energia tradizionali, partendo da quelle sul gasolio per gli autotrasportatori e non.

Si inserisce in questo contesto anche l’ipotesi di una nuova tassa sulle merendine e di un aggravio sui biglietti aerei.

Se questo farà parte del pacchetto di novità del Decreto Fiscale 2020 è ancora presto per dirlo. I dettagli arriveranno dopo la pubblicazione del testo ufficiale.

 

* Più controlli sulle fatture elettroniche

Dal 2020 i dati delle fatture elettroniche potranno essere usati dalle autorità in vari campi, quindi non solo ai fini dei controlli fiscali, ma anche per indagini di polizia economico-finanziaria.

Inoltre, i dati saranno conservati da Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza per otto anni: anche il termine di conservazione viene inasprito, se si tiene conto che i termini ordinari di prescrizione vanno dai 5 ai 7 anni.

Infine, il Decreto Fiscale ha prorogato l’esonero dall’obbligo di fattura elettronica per gli operatori sanitari tramite il Sistema di Interscambio anche per l’anno d’imposta 2020.

 

* Bollo non pagato, cartelle più veloci

Per chi non paga l’imposta di bollo l’ iscrizione a ruolo diventa sprint: dal 2020 al contribuente saranno concessi 30 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione, pena la trasformazione dell’avviso dell’Agenzia delle Entrate in cartella.

La novità è parte del corposo pacchetto di misure contenute nel Decreto Fiscale 2020, approvato il 16 ottobre 2019 durante un Consiglio dei Ministri in notturna, insieme al Disegno di Legge di Bilancio.

La modifica riguarda le modalità di recupero dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche non versata nei termini previsti che, a partire dal 2019, sono trimestrali.

Sarà l’Agenzia delle Entrate, in caso di bollo non pagato ovvero di versamento in ritardo o insufficiente, a comunicare al contribuente l’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi maturati.

Dal canto suo, il contribuente sarà chiamato a rispondere in tempi rapidissimi: in caso contrario, il debito sarà iscritto a ruolo e, in sintesi, verrà inviata apposita cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

*Scadenza rottamazione ter al 30 novembre

Nuova opportunità per la rottamazione ter delle cartelle: chi non ha pagato entro lo scorso 31 luglio 2019, potrà regolarizzare la propria posizione versando quanto dovuto entro il 30 novembre.

È la bozza del Decreto Fiscale 2020 a prevedere la riapertura della rottamazione delle cartelle, con l’obiettivo di massimizzare le entrate relative al progetto della pace fiscale.

La scadenza per il pagamento della prima rata o dell’importo complessivamente dovuto per la definizione agevolata delle cartelle potrebbe quindi essere uniformata e fissata al 30 novembre 2019, sia per le domande presentate entro aprile che per quelle inviate entro il mese di luglio.

Michele Minardi

Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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