Nuova, gravissima aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Martino di Genova. Protagonista un detenuto etiope con gravi disturbi psichiatrici che, pochi giorni fa, aveva già aggredito un altro poliziotto. Ieri il detenuto è tornato a colpire, sferrando un pugno contro un in servizio di piantonamento. Il poliziotto ha riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni, mentre il collega vittima della precedente aggressione è ancora sottoposto ad accertamenti sanitari.

Il taser è sempre più necessario per i poliziotti penitenziari

Durissima la presa di posizione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, con le parole del Segretario Generale, Donato Capece, e del Segretario Regionale della Liguria, Vincenzo Tristaino: «Siamo di fronte ad una situazione fuori controllo. Una escalation intollerabile che dimostra il totale fallimento dell’attuale gestione dei detenuti affetti da patologie psichiatriche. È inaccettabile che gli uomini dello Stato vengano mandati a svolgere un servizio tanto delicato senza garanzie di sicurezza. Ancora più inaccettabile è che, dopo una prima aggressione, nulla sia cambiato e si sia consentito il ripetersi di un episodio praticamente identico. Qualcuno dovrà assumersene la responsabilità».
Il SAPPE torna inoltre a chiedere con forza la riapertura del Provveditorato regionale della Liguria: «La soppressione del Provveditorato di Genova, decisa anni fa, si è rivelata un grave errore. La Liguria deve tornare ad avere una propria struttura dirigenziale autonoma, capace di conoscere il territorio e di intervenire tempestivamente sulle emergenze. Le criticità degli istituti liguri non possono continuare ad essere amministrate a centinaia di chilometri di distanza. La chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ha prodotto effetti devastanti. I detenuti con gravi patologie psichiatriche finiscono troppo spesso nei reparti ordinari o vengono gestiti con enormi difficoltà, anche durante i ricoveri ospedalieri, mentre i poliziotti sono costretti ad affrontare situazioni di estrema complessità che non competono loro».

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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