Il carcere di Imperia

Nella mattinata di ieri, mercoledì 8 luglio, un detenuto italiano di 40 anni, che da giorni manifestava il proprio malcontento per la somministrazione di farmaci equivalenti, pretendendo medicinali di marca, ha dato in escandescenze durante uno spostamento, barricandosi nel bagno della propria cella. Il sangue freddo e la capacità di mediazione della Polizia Penitenziaria lo hanno convinto ad uscire danni, ma poco dopo ha opposto una forte resistenza agli agenti, morsicandone uno all’avambraccio. Il poliziotto ha riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. A denunciare l’accaduto è Giuseppe Giangrande, dirigente locale del SAPPE: «Rivolgo il mio sincero plauso ai colleghi intervenuti, che hanno gestito una situazione delicata con professionalità e senso dello Stato, nonostante l’organico fortemente ridotto dal piano ferie estivo. Non è accettabile che i nostri agenti continuino a essere lasciati soli ad affrontare detenuti sempre più violenti e problematici».

LE PAROLE – Il Segretario Nazionale del SAPPE, Vicenzo Tristaino, punta il dito contro l’inerzia dell’Amministrazione Penitenziaria: «Questa aggressione non è un episodio isolato. È l’ennesima conferma di un sistema penitenziario che in Liguria vive in cronica emergenza. Dopo la sciagurata soppressione del Provveditorato ligure, dipendiamo da quello del Piemonte da cui arrivano silenzi, ritardi e assenza di interventi concreti».
Ancora più duro il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece: «Il SAPPE chiede la riapertura del Provveditorato della Liguria, affinché il territorio possa tornare ad avere una struttura amministrativa capace di seguire direttamente le criticità delle carceri della regione. Servono decisioni immediate, rinforzi di personale, investimenti, tutele e una chiara assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione. I nostri agenti non sono carne da macello. Lo Stato ha il dovere di proteggerli».

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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