ROMA (ITALPRESS) – “C’è stata sicuramente una situazione di difficoltà nello stretto di Hormuz ma evidentemente non era un un’approvvigionamento europeo era più asiatico. Abbiamo sempre detto che noi avremmo superato tranquillamente maggio senza nessun particolare problema”. Lo ha detto Pierluigi Di Palma, presidente Enac, a margine del convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”. “Il tema di Hormuz c’era, anche qualche effetto c’era , ma dietro c’è stato anche qualche effetto speculativo per incrementare i prezzi, per ridurre le tratte, soprattutto quelle interne, cosa che effettivamente le compagnie hanno fatto” ha aggiunto Di Palma ” i 20.000 voli che Lufthansa taglia, rappresentano l’1 per cento del network, però è evidente che era già una politica aziendale che comunque doveva trovare elementi per definirsi”. Il presidente dell’Enac ha spiegato che ” sicuramente Hormuz porta un incremento del pezzo del fuel, questo sì, ma anche qui è più che altro una legge di mercato, tra domanda e offerta, così come i biglietti aerei sono crollati, perché c’è ancora l’algoritmo che evidentemente determinava una bassa richiesta, questi sicuramente si incrementeranno perché l’estate, che si sta avvicinando, determinerà il fatto che i passeggeri torneranno a volare”.

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