Palazzo Rosso, sede del Comune di Alessandria

Spiega Locci: Quando si usano soldi pubblici, l’unica regola possibile è la trasparenza totale. Negli atti comunali compaiono incarichi e contributi a favore della stessa società per cifre importanti: nel 2023 un affidamento da circa 18.000 euro; nel 2024 circa 31.000 euro legato al progetto ‘Grandi Battaglie’, nel 2025 un contributo da 20.000 euro legato a comunicazione e progettazione della riapertura del complesso di San Francesco. Sommando anche il caso del 2017, già portato all’attenzione pubblica negli anni scorsi, si arriva a cifre complessive che sfiorano i 100.000 euro. Il punto non è fare polemica, ma a fronte di incarichi ripetuti e di denaro pubblico impegnato, non è chiaro quali siano stati i risultati concreti. Dove sono gli atti che attestano la regolare esecuzione? Perché se i risultati ci sono, devono essere documentati e verificabili. E se non ci sono, allora qualcuno deve spiegare perché quei soldi sono stati spesi”.

Emanuele Locci

Poi introduce il tema politico: Nella vicenda c’è anche un tema di opportunità istituzionale, in quanto il dott. Cecconi viene presentato pubblicamente con un percorso nell’area della sinistra e della tradizione comunista e, negli stessi circuiti locali di opinione, compaiono suoi interventi a fianco di contenuti riconducibili all’area che oggi governa la città, con interventi sullo stesso portale dove scrive il Sindaco. Non è un processo alle idee di nessuno: è la ragione per cui, quando arrivano incarichi e contributi reiterati, l’Amministrazione deve essere doppiamente trasparente e togliere ogni dubbio”.

Il sindaco Abonante

Nell’interrogazione, Locci chiede al Sindaco e alla Giunta di ricostruire l’intero quadro degli atti, dei pagamenti e dei controlli, indicando con precisione gli output previsti e quelli effettivamente consegnati, chi abbia certificato la regolare esecuzione, se siano stati svolti i controlli di regolarità e quali esiti abbia avuto la parte relativa alla ricerca sponsor: “Non è accettabile che, su spese pubbliche, si proceda con risposte vaghe o generiche: servono documenti, protocolli, date, verifiche e responsabilità. Quando c’è la percezione, legittima, che possa esistere una rete di relazioni e interlocuzioni che va oltre la normale dialettica istituzionale, l’Amministrazione ha il dovere di dissipare ogni dubbio. Io non accuso nessuno, ma pretendo chiarezza. Se tutto è regolare, bene: lo dimostrino con gli atti. Se invece i risultati non sono proporzionati alle somme spese, siamo di fronte ad un problema serio di gestione del denaro pubblico”.

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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