ROMA (ITALPRESS) – In Italia la crisi climatica non è più un’emergenza occasionale, ma una realtà quotidiana che nel 2025 ha mostrato tutta la sua forza. A fotografare la situazione è il nuovo bilancio dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato con il Gruppo Unipol. Nel corso dell’anno sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, in aumento del 5,9% rispetto al 2024. È il secondo dato più alto degli ultimi undici anni, superato solo dal 2023. A colpire di più sono stati allagamenti da piogge intense, danni da vento ed esondazioni fluviali, ma preoccupa soprattutto l’impennata dei fenomeni legati alle temperature record, quasi raddoppiati in un solo anno. Il Nord Italia è l’area più colpita, seguito da Sud e Centro. Tra le città spiccano Genova, Milano e Palermo. A livello regionale guidano la classifica Lombardia, Sicilia e Toscana. Gli effetti si fanno sentire anche sui trasporti: nel 2025 si contano 24 eventi che hanno causato blocchi e ritardi a treni e trasporto pubblico locale. Una fragilità che ha un costo elevatissimo. Secondo uno studio dell’Università di Mannheim, nel solo 2025 i danni causati da caldo estremo, siccità e alluvioni ammontano a 11,9 miliardi di euro, destinati a salire fino a 34 miliardi entro il 2029 se non si interviene. Legambiente denuncia una risposta ancora insufficiente: mancano una governance nazionale efficace e l’attuazione concreta del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, approvato ma privo delle risorse necessarie. Ancora fermo anche l’Osservatorio nazionale sull’adattamento, fondamentale per coordinare gli interventi sui territori. E poi c’è l’emergenza siccità. Nel Sud Italia, in particolare in Sardegna, Sicilia e Puglia, aziende agricole e allevamenti sono in ginocchio. Pozzi prosciugati, colture compromesse, acqua acquistata a costi insostenibili. In alcune aree si è dovuti ricorrere a irrigazioni di emergenza per salvare produzioni simbolo del territorio. A peggiorare il quadro, il caldo record. Secondo Copernicus, il 2025 sarà il secondo anno più caldo mai registrato, e per la prima volta la media globale triennale potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi. In Europa, il cambiamento climatico ha già provocato oltre 16.000 morti in più durante l’estate. «Non sono più ammessi ritardi», avverte Legambiente. Perché il tempo per rincorrere le emergenze è finito: ora servono prevenzione, adattamento e scelte politiche concrete.
mgg/azn
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