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sabato, Gennaio 29, 2022

Danni “ridotti” nell’acquese grazie alla Protezione Civile, salvi gli archi romani: ecco il racconto dei sindaci a 15 giorni dall’evento

Ore 8 di venerdì 25 novembre. La città si sveglia con il fiume bormida “impazzito”.

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La forza dell’acqua sotto il ponte Carlo Alberto

Chi non è stato colpito nel cuore della notte, solo a metà giornata si rendeva conto cosa fosse successo in poco più di 12 ore. Esattamente alle 3 del mattino il fiume aveva sfiorato il livello di otto metri: una piena ben superiore a quella dell’alluvione del ’94 che, in soli cinque giorni aveva raggiunto una precipitazione media per il bacino della Bormida di 276,7 mm rispetto ai 231.1 mm di 12 anni prima. A sole due settimane dall’accaduto ricevo ancora messaggi di famiglie disperate che hanno perso la propria auto e, forse, se non fosse intervenuta la Protezione Civile e le varie forze dell’ordine, qualcuno poteva perdere anche la vita. Vogliamo rivivere quel momento raccontando alcuni dettagli dell’operato delle persone che per ore, giorni e settimane hanno donato il proprio tempo al servizio degli altri. Danni ce ne sono stati, ma ci sono stati anche tanti volontari che hanno contribuito a “salvare” il “salvabile”.

Dalla relazione finale delle Protezione Civile di Acqui, già dalla mattina del 24 novembre perveniva dalla Provincia il bollettino di allerta meteorologico con codice Arancio 2 (Pre Allarme) per i paesi dell’acquese interessati dal fiume, con un continuo monitoraggio fino alle 19,20 di giovedì 25 quando le acque avevano raggiunto quota 1,7 mm (rispetto al -1 di due giorni prima). Il sindaco dichiara che è tutto sotto controllo in attesa dell’evolversi delle situazione. Ma nessuno immagina quello che poi succederà nelle ore successive. Alle 20,30 l’asticella era a 4 metri con la conseguente apertura del Com e iniziano le prime evacuazioni tramite il 118: sia gli Alpini che il Comune si fanno partecipi per l’ospitalità di oltre 30 persone. Intanto il fiume cresce a ritmi preoccupanti: alle 22,30 raggiunge i 5 metri, e in 40 minuti aggiungono 50 centimetri.

Zona di Monastero dove il fiume ha coperto molti campi salvando case e auto
Zona di Monastero Bormida dove il fiume ha coperto molti campi salvando case e auto

Alle ore 22.40 a Bistagno viene chiusa la strada provinciale 228 (S. Lucia) e il sindaco dispone la chiusura di tutte le scuole. Il comune di Spigno Monferrato chiude il tratto di strada urbana e il comune di Visone dispone l’evacuazione di 3 persone. Scatta poi l’intervento delle squadre della Protezione Civile per supportare la provincia di Alessandria nel chiudere la ex SS30 in quanto inagibile in diversi tratti, con interventi dei reparti del Comune di Acqui Terme, Terzo, Bistagno, Merana e dei Carabinieri in congedo.

Tra la notte di giovedì e l’alba di venerdì scatta l’emergenza anche in città: all’una di venerdì la Polizia Stradale segnala l’inondazione della piazza antistante il Comando di Polizia, i tubi di scarico che dovevano far defluire l’acqua verso il Bormida facevano l’effetto contrario
inondando le zone più basse, con l’allagamento di via Soprano, via Trasimeno, via San
Lazzaro, via Cassa rogna, via Fontanelle, via Indipendenza, via Trieste, via Piemont, piazza
Caduti del Torino, via Croce. Alle ore 3 il personale della Polizia Locale e della Protezione Civile evacuavano 23 tra carovane e roulotte dei giostrai presenti in Piazza Caduti del Torino in altre piazza non a rischio. Alle ore 5, Enrico Bertero firma due ordinanze: la chiusura della strada di regione fontanelle e del sottopasso pedonale de la torre. Intanto viene colpita dall’inondazione una parte della città con danni maggiori sull’asse del Bormida, autosilos di via Goito e vari condomini con cantine allagate. Alcune aziende sono state colpite dalla piena.

Protezione Civile con le idrovore allo stabilimento Terme-regine
Protezione Civile in azione con le idrovore allo stabilimento Terme-regina

Le squadre di volontari sono state dirette dal Coordinatore Cataldo Maringiorgio, sia nell’arco dell’emergenza che dopo grazie l’opera di oltre cento volontari tra Protezone Civile e AIB dei comuni di Acqui Terme, Bistagno, Terzo, Merana, Volpedo, Bosio, Tassarolo, Stazzano, Valduggia, Gavi, Alessandria, Castelletto d’erro, Basso Grue Curone. Durante tutte le fasi dell’emergenza e postemergenza l’amministrazione comunale a rotazione tra il sindaco, l’assessore delegato alla Protezione Civile, l’assessore ai Lavori pubblici, e il consigliere delegato al Commercio hanno sovrainteso le operazioni sia in sala operativa che in campo.

Volontari che puliscono all'interno di un locale acquese
Volontari che puliscono all’interno di un locale acquese

A causa dell’allagamento del locale caldaia e del locale interrato la scuola di Via Savonarola è rimasta chiusa fino a giovedì primo dicembre. Di prima mattina, l’asta idrometrica presso il Ponte Carlo Alberto nel comune di Acqui Terme, era scesa a 7 metri. Alle ore 8.30 gli sfollati ospitati presso l’edificio comunale sono stati trasferiti al Hotel Roma Imperiale grazie anche al contributo di un imprenditore privato.

Alle ore 14.30 del 26 novembre la provincia diramava il bollettino meteorologico e disponeva
la chiusura del Com mantenendo però il monitoraggio del territorio: la fine di un incubo.
Durante le giornate del 27,28,29,30 novembre e 1 dicembre 2016 si è continuato ad operare su richiesta dei cittadini effettuando più di cinquanta interventi di pulizia e sgombero detriti, sia nelle vie centrali che nella zona bagni e Via Cassarogna. All’indomani dell’evento i volontari della Protezione Civile hanno rimosso il materiale legnoso accumulato contro gli archi romani. La forza del fiume ha riportato alla luce un arco romano di cui nessuno sapeva l’esistenza. Anche nei momenti di difficoltà c’è sempre un aspetto positivo.

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Gli archi hanno retto decine di quintali di detriti trascinati dalla piena del Bormida

La città di Acqui ha richiesto ed è in attesa dell’accettazione dello stato di Emergenza sia lo stato di Calamità Naturale ai rispettivi organi competenti, per permettere ai Cittadini che abbiano subito danni di accedere ai finanziamenti statali. Il sindaco, Enrico Silvio Bertero, invita tutti coloro (privati o aziende) che siano stati interessati dall’esondazione del Fiume Bormida a presentare presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Acqui Terme tutta la documentazione attestante i danni subiti. In modo da rendere più agevole la presentazione delle segnalazioni è disponibile sul sito del Comune di Acqui Terme, presso la Segreteria del Sindaco e presso l’Ufficio Protocollo un modulo da compilare e corredare della documentazione relativa ai danni. Fino ad ora sono state 70 le richieste di danno.

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L’ex area Merlo adibita a centro di raccolta dei rifiuti provenienti da privati colpiti dall’evento

Giancarlo Perazzi

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