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Alessandria
mercoledì, Gennaio 26, 2022

Per l’Alessandria il futuro pi grigio delle maglie

Strano 2012. Chi l’avrebbe detto che andava afinire così? Con tutto il mondo impegnatoad aspettare la fine per il 21 dicembre; a tamponare lacrisi; a tenere d’occhio lo spread; a vendere l’oroe l’argento di casa per tirare avanti; gli alessandrinisi beavano un poco godendosi l’anno del centenariodella propria squadra di calcio. Ma un anno è lungo. E dopo la gioia; le feste; le partite in notturna con diretta-tv; la riscoperta delle maglie di un secolo fa; le aste; le mostre; i salvataggi amministrativi e i buoni propositi per una nuova stagione di ‘calcio sostenibile’; ecco arrivare i guai. Sotto forma di “barca che affonda”; “si mette in liquidazione”; “non ci sono soldi”; “mi dimetto”; eccetera eccetera. Eppure in tutto questo casino; con i presidentio facenti funzione che cambiano come i giocatori in campo; la squadra; bene o male; stalassù; nella zona playoffdi un torneo mediocre; ma decisivo; per rimanere nel calcio professionistico in vistadella prossima riformadei campionati (dal 2014). Attenzione però: questa è la settimana decisiva; perchè si deve eleggere il presidente; bisogna pagare stipendi; tasse e contributi per il bimestre settembre-ottobre (circa 350.000 euro) ed è necessario tracciare la linea per il resto della stagione. Ora; visti i rischi (economici e disciplinari) che si corrono a non pagare;ritengo che la proprietà metterà mano al portafoglio entro i termini; anche in nome di un concetto che; come dice qualcuno; vede la famiglia Capra stare ad Alessandria come la famiglia Agnelli a Torino. Poi; però; a differenza delladirigenza torinese che investe; costruisce e programma nel calcio; qui si procederà (temo) a vendite ‘pesanti’ nelmercato di gennaio; scaricando i pezzi più costosi per alleggerire il bilancio ed affidandosi a tanti ragazzini di bellesperanze; che portano meno gol ma più contributi.Ed è in questa atmosfera che sono nate distrazione e scarsa concentrazione dei giocatori grigi sconfitti in casa dal Renate; partita persa non per l’arbitro ma per la lingua di un giocatore che ha lasciato la squadra in dieci. E’ andato a protestare per una cosa inutile; in un momento in cui non serviva; nel modo sbagliato. Apostrofato all’uscita da un tifoso che glichiedeva contodel comportamento; avrebbe rissposto: “Non mi ricordavo di essere già ammonito”. Alla faccia delprofessionismo…

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