I grigi soffrono ma acciuffano il pari col Rimini

0
886

E’ finita 1-1, come altre 4 volte in questa stagione. Un risultato che evidentemente piace, in casa grigia, ma è pure uno dei più  frequenti sui campi di calcio. Il punto preso lascia l’Alessandria in nona posizione, quindi in zona playoff, ma si può e si deve fare di più. Ed  è un pareggio che va spiegato: primo tempo noioso con supremazìa territoriale mandrogna, culminata in soli tre tiri dalla distanza, parati, e Rimini in gol (40′ Baldazzi) con l’unico tiro in porta fatto, coinciso però con un grossolano errore difensivo. Nella ripresa partita bella, vibrante, divertente, con ripetute occasioni da gol di qua e di là, con gli ospiti vicini più volte al 2-0 (anche un palo) e i padroni di casa che attaccano, costruiscono con fatica palle-gol e segnano a 2′ dalla fine (Scotto), sfiorando la clamorosa vittoria nel recupero con una punizione di Rantier che il portiere Scotti (migliore in campo) ha tolto dall’incrocio dei pali. Alessandria che fatica troppo, dunque, soprattutto a segnare. E’ un problema che c’era già l’anno scorso e che non sappiamo se il mercato estivo ha risolto, finchè non vedremo all’opera l’infortunato Ferrari, ma intanto il tempo corre e bisogna restare a contatto con la vetta. Perchè, giova ricordarlo, serve solo arrivare fra le prime otto per rimanere tra i professionisti, e per il momento la classifica è corta, schiacciata, con le prime 9 squadre racchiuse in tre punti. Ottobre finora ha portato solo 2 punti (con due gare casalinghe) e si poteva fare di più, ma un primo bilancio ‘sensato’ si potrà fare solo nella pausa natalizia; e ho la sensazione che questa squadra, l’Alessandria di Notaristefano, faccia meno fatica fuori casa. Vedremo a novembre, quando tre sfide su quattro saranno lontano dal ‘Mocca’. Ultima nota critica con la società Rimini: scelta pessima quella dei numeri dorati sulle maglie bianche e rosse. Non si vedono, non si possono leggere, non si distinguono i giocatori. Saranno piaciuti a qualcuno per un fatto estetico, ma il calcio di Lega Pro vuole visibilità, cerca soldi, si propone in TV, e i numeri che non si leggono sulle maglie disturbano, dagli spalti come sullo schermo. Per favore, cambiateli. (r.b.)

Print Friendly, PDF & Email