Dal punto di vista degli arbitri

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Per tifosi e appassionati di calcio provinciale è ormai abitudine leggere sulle pagine dei giornali sportivi dedicati alle categorie minori, oltre ai risultati e all’esito delle partite, di frequenti risse che finiscono talvolta col determinare la sospensione delle partite e addirittura l’intervento delle forze dell’ordine. Nei mesi scorsi sono state almeno due le partite disputate nella nostra provincia finite in malo modo, che hanno fatto parlare di sé in termini negativi e non per quello che avrebbe dovuto essere un pomeriggio di sport. Parlando con alcuni ex arbitri che hanno recentemente militato nelle categorie giovanili e dilettantistiche, scopriamo che i campionati più violenti sono ‘Allievi’ e ‘Juniores’, dove,sugli spalti,i genitori accorsi a sostenere i figli fomentano le risse in campo e talvolta si rendono loro stessi protagonisti di tafferugli disdicevoli. In prima, seconda e terza categoria, ammonizioni ed espulsioni vengono assegnate troppo spesso per una condotta antisportiva e irrispettosa nei confronti dell’avversario, nonché per proteste esageratamente veementi nei confronti del direttore di gara, spesso più giovane degli stessi giocatori. D’altro canto, i giocatori che militano nei campionati dilettantistici sono concordi sul fatto che L’AIA fa affidamento ad arbitri non ancora pronti sul piano professionale che, con errori grossolani, alzano il livello di tensione in campo.
Per quanto riguarda il calcio professionistico, in serie C va sottolineato, al contrario, l’impeccabile comportamento dei tifosi grigi, premiati con l’1+2 per la trasferta di Novara.

Marcello Rossi