Alessandria, la vittoria del carattere

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Grande vittoria per l’Alessandria sull’Arezzo. L’1-0 firmato Marconi, arrivato all’87′, è solo il coronamento di una prestazione fantastica, sotto tutti i profili. L’avversario ha fatto di tutto, e bene, per portare a casa il pareggio; il tecnico Capuano, simpatico e pungente personaggio che non ha mai giocato e che pensa che fare l’allenatore sia come fare il prete, cioè una vocazione, aveva costruito un capolavoro tattico (3-5-1-1) che chiudeva tutte le zone del campo e impediva in tutti i modi ai grigi di andare sul fondo o al tiro, ripartendo raramente e senza molta pericolosità. Nonostante ciò la formazione di D’Angelo ha tenuto il match sotto controllo per 97′, senza mai perdere la calma o la lucidità e affidandosi ad uno schema, il 3-4-1-2, che rispettava i canoni del calcio dangiolesco con l’aggiunta di un trequartista (Taddei), pronto ad agire fra le linee o partendo dall’esterno per concludere o servire i compagni. Risultato: dominio totale dei grigi, tanti tiri in porta che alla fine il portiere Benassi, ex Lecce in A, è stato il migliore in campo, e tanto carattere. Dote, quest’ultima, che non sempre quest’anno la squadra aveva mostrato, tanto da essere richiamata dal presidente Di Masi nell’editoriale sul giornalino societario. L’Alessandria ha provato a giocare in tutti modi, con ordine e precisione, mostrando una preparazione della partita praticamente perfetta, tanto da resistere anche alle provocazioni continue degli avversari, che per tutta la gara sembravano, ad ogni contatto fisico, soldati di prima linea colpiti  a morte, cercando di spezzare continuamente il gioco, ritardandone la ripresa e provando ad indurre l’arbitro ad ammonire, oltre ad essere molto fallosi. Ostruzionismo totale. Ma la squadra mandrogna, senza perdere mai il filo del discorso, ha provato e riprovato, tirando da fuori, battendo angoli e colpendo di testa, ma Benassi era sempre lì, sulla traiettoria, a dire di no. Fino al 42’st, quando da un tentato contropiede amaranto, l’unico della gara, è nata una ripartenza grigia, con fuga di Taddei sull’out di destra, dribbling dolcissimi e palla in mezzo, bassa, troppo in là per il difensore e troppo in qua per il portiere, che Marconi ha spinto nella porta vuota. Lo stesso attaccante, al 5° centro stagionale (come Guazzo), ha rimarcato il fatto di aver solo ‘eseguito’ il tocco, ma il gol era tutto di ‘re Riccardo’. Ora la classifica dice 17 punti, ovvero settimo posto solitario, a -6 dalla vetta ma a sole 3 lunghezze dalla zona playoff, i 20 punti di Monza e Real Vicenza. E che dire del pubblico? Lo ha ringraziato, LDM, in sala stampa, soprattutto la Curva Nord, rimarcando il  fatto che hanno incitato tutta la gara senza mollare un attimo. Ma erano pochi, troppo pochi, tanto da far dire al patron grigio: “E’ inutile lamentarsi dello spezzatino se poi si viene in 1600 ad una partita come questa, alle 14.30 della domenica, con una bella giornata e un avversario di richiamo!”. E senza grandi attrattive TV, dico io, visto che Juve, Roma, Napoli e Inter avevano giocato il sabato e il Milan sarebbe stato alla sera. Gli assenti, ieri, hanno avuto torto.

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