Almanacco di martedì 9 febbraio,
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L'attore americano di origine italiana Joe Pesci, 78 anni oggi, vinse l'Oscar nel 1991

FRASE DEL GIORNOScorsese e De Niro mi hanno insegnato a far affiorare la parte più naturale della mia persona. (Joe Pesci)

SANTI DEL GIORNO – Sant’Apollonia (Vergine e Martire, protettrice dei dentisti), San    Rinaldo di Nocera Umbra (Vescovo), San Marone (Eremita), San Sabino di Avellino (Vescovo), San Sabino di Canosa (Vescovo), San Teliavo (Teliano, Abate), Sant’Altone (Abate), Sant’Ansberto (Abate di Fontenelle).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1867 fondata “La Stampa”. Due edizioni, mattutina e pomeridiana; foliazione ridotta (4 pagine); prezzo 5 centesimi di lira. Si presentò così, nelle edicole di Torino, la Gazzetta Piemontese, lanciata dal motto ‘Frangar non flectar’ (“Mi spezzerò ma non mi piegherò”). Ribattezzato “La Stampa” dal 1895, il quotidiano assunse posizioni liberali, poi si oppose all’ascesa di Mussolini. Vittima della repressione fascista, nel 1926 venne rilevato dalla FIAT.
Nel 1955 inaugurata la prima metropolitana italiana. Con le Olimpiadi del ’60 alle porte, la capitale Roma inaugurò la ‘via sotterranea’. Il progetto risaliva all’era fascista, che fece partire i lavori nel ’38 per un collegamento rapido tra Stazione Centrale ed EUR, con la prospettiva dell’Expo Universale ’42. La manifestazione saltò per la guerra e i lavori si fermarono. Ripresero nel ’48 e terminarono in 7 anni. A presiedere il ‘taglio del nastro’ fu il presidente Luigi Einaudi, affiancato dal sindaco Rebecchini, artefice della cosiddetta “grande espansione” dell’Urbe. La corsa inaugurale col presidente a bordo durò 14 minuti. Il giorno dopo entrò in funzione il servizio regolare e per i cittadini fu un vantaggio notevole.

NATI FAMOSILittle Tony (1941-2013), Italia, cantante. Nato a Tivoli (RM) come  Antonio Ciacci, si appassionò alla musica fin da piccolo grazie a nonno, padre e fratelli, tutti musicisti. Unendosi a loro prese il nome d’arte ‘Little Tony’, in omaggio al mito Little Richard. Dopo una band giovanile e un periodo in Inghilterra, esordì a Sanremo ’61 con “Ventiquattromila baci”, cantata con Celentano, poi s’impose sulla scena con “Riderà” (’66), “Cuore matto” (’67), “Bada bambina” (69), “La spada nel cuore” (’70). Colpito da infarto nel 2006, tornò in pista 2 anni dopo a Sanremo. Vicino ai problemi dell’infanzia, sostenne la campagna ‘Giù le mani dai bambini’ contro l’eccessiva somministrazione di psicofarmaci a minori. Di passaporto sammarinese, fu definito “Elvis Presley italiano’. .
Joe Pesci (1943), Usa, attore. Nato a Newark (New Jersey) da genitori italiani come Joseph Francesco DeLores Eliot Pesci, conquistò il primo ruolo da protagonista nel ’75 e si guadagnò la considerazione di Scorsese che lo scritturò per “Toro scatenato”, accanto a De Niro. L’intesa con quest’ultimo fu perfetta e diede ottimi risultati con altri ‘gangster movie’ quali “C’era una volta in America” (1984), “Quei bravi ragazzi” (’91, Oscar di “miglior attore non protagonista”), “Bronx” (’93) e “Casinò” (’95). Altrettanto apprezzato come comico, offrì grandi performance in “Mamma, ho perso l’aereo” (’90) e “Mio cugino Vincenzo” (’92). Dal ’99 lasciò il set per dedicarsi alla musica, incidendo due album.
Mia Farrow (1945), Usa, attrice. Americana di Los Angeles e figlia d’arte (padre regista e madre attrice), Maria de Lourdes Villiers-Farrow si formò a teatro e raggiunse la fama in TV nel ’66 con la soap “Petron Place”, poi al cinema con “Rosemary’s Baby” (’68). Fu ‘musa ispiratrice’ di numerosi film di Woody Allen, con cui ebbe una lunga e tormentata vicenda sentimentale, e brillò in “La rosa purpurea del Cairo” (’85) e “Crimini e misfatti” (’89). Vinse 1 Golden Globe e 1 David di Donatello. Ambasciatrice UNICEF dal 2000, è impegnata in campagne umanitarie ‘contro la poliomielite’ e ‘a sostegno dei rifugiati del Darfur’.
Julio Velasco (1952), Argentina, allenatore di pallavolo. Nato a La Plata, arrivò in Italia (’83) per allenare in A2 la squadra maschile di Jesi. Nell’85 iniziò un magnifico ciclo con la Pallavolo Modena, vincendo 4 scudetti e 3 Coppe. Poi passò alla Nazionale maschile, dove aprì un decennio di successi mondiali con una squadra definita ‘generazione di fenomeni’ e premiata dalla FIVB come “squadra del secolo“. Tra l’89 e il ’96 vinse 2 ori Mondiali (’90 e ’94), 3 ori (’89, ’93, ’95) e 1 argento (’91) Europei, 1 argento Olimpico (’96). Passò alla nazionale femminile e tornò coi maschi per Cechia, Spagna, Iran e Argentina e provò di nuovo nei club. Da dirigente ebbe incarichi anche nel calcio, con Lazio e Inter. 

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