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giovedì, Dicembre 2, 2021

Almanacco di mercoledì 10 febbraio,
41° giorno del 2021, 6^ settimana

FRASE DEL GIORNO – Per troppo tempo le sofferenze patite dagli italiani giuliano-dalmati, con la tragedia delle Foibe e dell’Esodo, hanno costituito una pagina strappata nel libro della nostra storia. (Sergio Mattarella)

SANTI DEL GIORNO – Santa Scolastica (Vergine, protettrice dell’Ordine benedettino e dei bambini che soffrono di convulsioni), San Protadio di Besançon (Vescovo), San Troiano (Vescovo), Santa Austreberta (Badessa di Pavilly), Santi Caralampo, Porfirio e Bapto (Martiri), Santi Zotico e Compagni (Martiri di Roma).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1986 iniziò il maxi-processo di Palermo. Per la prima volta la mafia fu messa alla sbarra come organizzazione dotata di una gerarchia e di una strategia d’azione ben definite. Il processo si tenne nell’aula bunker del carcere palermitano dell’Ucciardone. I capi d’imputazione furono 120 omicidi, traffico di droga, estorsione e il nuovo reato di ‘associazione mafiosa’. Per evitare defezioni vennero nominati 2 pm, 2 presidenti di corte, 2 giudici a latere, mentre i giudici popolari furono 16. A mettere sulla strada giusta il giudice Falcone fu il “pentito” Tommaso Buscetta, il 1° della storia. Le sue rivelazioni (400 pagine), svelarono ramificazioni e segreti della cupola siciliana. Durante l’interrogatorio, ripreso solo di spalle o sulle mani, ‘don Masino’ pronunciò per la prima volta in tribunale l’espressione “Cosa nostra”, spiegando che è così che gli affiliati chiamano l’organizzazione. Al vertice la ‘Commissione’, formata dai ‘capi-mandamento’ espressi dalle famiglie. Il 16 dicembre ’87 arrivò la sentenza: 360 condannati, tra cui pericolosi latitanti come ‘Totò’ Riina‘Binnu’ Provenzano, catturati poi nel 1993 e nel 2006. Fra Appello e Cassazione, però, le condanne si ridussero a 60, deludendo Falcone e Borsellino. Da allora nessuno ignorò più “Cosa nostra”, considerandone invece la ‘forza invasiva’.
Dal 2004 è il ‘Giorno del Ricordo’. In questa data si conserva e si rinnova la memoria della tragedia degli italiani uccisi e perseguitati dai comunisti jugoslavi: le vittime delle foibe, l’esodo di istriani, fiumani e dalmati cacciati dalle loro terre nel secondo dopoguerra. Vicende per troppo tempo dimenticate e ‘nascoste’ da racconti volutamente parziali della storia di quel periodo. La commemorazione cade oggi perché è il giorno in cui, nel ’47, furono firmati i trattati di pace che assegnavano alla Jugoslavia comunista Istria, Quarnaro, Zara e gran parte della Venezia Giulia, già territori italiani.

NATI FAMOSIMark Spitz (1950) Usa, nuotatore. Vinse 9 medaglie d’oro olimpiche: 2 a Mexico ’68 nelle staffette, poi 7 a Monaco ’72 (4 individuali e 3 staffette) con altrettanti record del mondo. Si ritirò a 22 anni, ma il suo primato venne battuto solo 36 anni dopo, a Pechino ’08, dal connazionale Michael Phelps, che vinse 8 ori nella stessa Olimpiade.
Piero Pelù (1962) Italia, cantante. È il ‘Diablo’ del rock italiano: con la sua potente voce da baritono è protagonista da 40 anni, come solista o frontman dei ‘Litfiba’. Toscano di Firenze, si accostò al mondo delle 7 note nel mito del rock anni ’70, in particolare i “Black Sabbath”, e del punk inglese. Il 1980 fu l’anno della svolta: incontrò Antonio Aiazzi, Federico “Ghigo” Renzulli, Gianni Maroccolo e Francesco Calamai e fondò i Litfiba, unendo le sonorità del “new wave” al tema del rifiuto del totalitarismo. Nel 2020 gareggiò per la prima volta a Sanremo, finendo 5° con “Gigante”. Poi seguì l’album “Pugili fragili”.
Francesca Neri (1964), Italia, attrice. Nata a Trento, esordì con “Il grande Blek” (’87), fece parlare di sé col film erotico “Le età di Lulù” (’90) e poi con la commedia “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” (’91) di Massimo Troisi, che le regalò il Nastro d’Argento. Recitò per celebri registi (Verdone, Salvatores, Almodóvar, Ridley Scott) e vinse il 2° Nastro d’argento (’97) con “Carne trémula”. Infine, con “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati (’09) si aggiudicò il 3° Nastro d’argento. La Neri è l’attuale moglie di Claudio Amendola, sposato a New York l’11 dicembre ’10; la coppia ha un figlio, Rocco (’99).

Raimondo Bovone
Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.
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