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mercoledì, Ottobre 20, 2021

Bioedilizia: cappotto termico

Quando si tratta di ristrutturare un condominio o un edificio, ormai è diventata una prassi molto diffusa, nell’ambito dell’edilizia, l’attuazione del cosidetto “cappotto termico”: anche perché, non va certo dimenticato che tutti gli edifici che abbiano livelli di isolamento insufficiente nelle pareti perimetrali o che siano provvisti di facciate aventi la necessità di riparazioni e imbiancature, possono affrontare agevolmente, con una piccola differenza di costo, una riqualificazione energetica con il vantaggio di recuperare circa il 55% dei costi sostenuti, grazie alle agevolazioni fiscali governative.

 

 

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Ma in cosa consiste esattamente questo tipo di procedimento? Si parte da un ponteggio, costruito all’esterno di un condominio a ridosso dei balconi, in modo che il personale operativo possa poi muoversi in maniera autonoma, lungo tutto il perimetro esterno di un edificio, rispetto ai proprietari degli appartamenti. Dopodiché, viene costituito un rivestimento isolante con una lastra in cementolegno accoppiata che assolva la funzione di involucro edilizio, in modo da avvolgere l’edificio totalmente, con il valore aggiunto di avere limitati costi di mano d’opera. Il risultato finale, sarà quello non solo di evitare i ponti termici (soprattutto nella stagione estiva, oltre al riparmio energetico in caso di climatizzazione e la possibilità di abbassare la temperatura interna nei mesi invernali), ma anche di ridurre gli effetti dannosi all’interno delle strutture e nei paramenti murari causati dalle variazioni rapide della temperatura esterna, evitando tra l’altro fenomeni di condensa e migliorando il comfort abitativo. Entrando nello specifico, per ciò che riguarda il discorso dei materiali isolanti, i pannelli in cementolegno ad alta densità sono accoppiati con materiali come la fibra di legno, la lana di vetro, la lana di legno mineralizzata, la lana di roccia e il sughero, oppure a polistirene espanso e polistirene estruso. Per ciò che concerne il cappotto tradizionale in polistirolo espanso (in varie densità, provvisto di tasselli, rete e intonaci remiscelati) può essere fornito sia alle imprese sia ai privati solo come fornitura di materiali, mentre il cappotto in lastre di tipo “Betontherm” (cioè in fibra di legno, in varie versioni di isolante, di densità e di spessori), accoppiato con lastre di “Betonwood”, viene fornito già con i suoi sistemi di aggancio brevettati.

Gianmaria Zanier

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