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domenica, Ottobre 24, 2021

Musica: l’arte più alta

Colloquio con l’anima attraverso le note e l’armonia ma non può essere mai rumore

Tanti i generi contemporanei e avanguardistici non sempre comprensibili

musica-2Musica: connubio perfetto tra strumenti, canto, emozioni, sensazioni.
La musica non serve cercarla, ci circonda. Non solo in casa, in auto, nei negozi, ma in ogni momento della nostra vita. Risiede nella natura, nei gesti, nei movimenti, nelle parole: è protagonista di momenti e ricordi.

Ogni genere musicale possiede differenti sottogeneri; ciò rende difficile, a chi non fa della musica la sua professione, parlare di essa, perché rischierebbe di perdersi nei suoi fitti meandri. Pertanto, il nostro vuole essere un articolo di stampo generale, uno di quegli articoli che serve a far pensare; pensare alla musica di oggi e alla musica di ieri.
Tra i generi musicali più gettonati dai giovani dei nostri giorni, troviamo il rap: estremo risultato della sperimentazione che, talvolta, si discosta dal concetto di musica.
Il rap è un esempio di come i prodotti commerciali ottengano esagerate risposte positive. Lungi dal criticare e giudicare ciò che “chiama il popolo”, poiché non vi è nulla di sbagliato nel sostenere generi musicali proposti dal mercato, possiamo provare a soffermarci per un attimo sul vero significato della musica. Forse, se riuscissimo ad essere obiettivi, rivaluteremmo molte proposte offerte dal mercato musicale.

La musica si concretizza in innumerevoli espressioni, che traduciamo in “canzoni”, siano esse cantate, o solo suonate. Partendo dal concetto che i gusti siano personali e che, volenti o nolenti, in radio passano anche canzoni che non rispecchiano il nostro stile prediletto, vogliamo ricordare chi, data questa grande vastità di generi, rischia di perdersi nell’oblio. Sono i grandi artisti del passato, quelli che hanno segnato la storia della Musica, occupando un posto nel cuore di molti.
Tra i tanti troviamo: i Queen, i Beatles, i Rolling Stones, Bob Dylan e molti, moltissimi altri.
Abbandonando il panorama musicale mondiale, ricordiamo un grande del nostro “piccolo”, l’artista per eccellenza, un uomo, un poeta, un cantautore: Fabrizio De André.
Cantastorie controcorrente, non scriveva canzoni che avessero come unico scopo piacere alla gente. La sua era musica di alto livello: testi di pura poesia che raccontavano le storie di ribelli, prostitute, emarginati, vita e morte. De André usava la musica come strumento per far riflettere e trasmettere.
Musica che diventava poesia, arte, magia. Il Faber è solo un esempio, proposto per concentrarci sull’emisfero italiano della musica, ma come lui ce ne sono altri anche di nazionalità differenti.

La musica, come tutti sanno, è soggettiva, il suo compito dovrebbe essere rendere liberi, trasmettere, insegnare, far rilassare. Forse, uscendo dagli schemi e guardando oltre a ciò che “passa il convento”, ci accorgeremmo che esiste tanto altro: un mondo da scoprire, un luogo in cui imparare.

Giada Guzzon

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