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mercoledì, Gennaio 26, 2022

Kandinsky a Vercelli

All’Arca in esposizione fino al sei luglio il pittore come uno sciamano della steppa

Le opere dell’astrattista russo provenienti da San Pietroburgo

Situata in Piazza San Marco, accanto all’omonima chiesa e in pieno centro storico, l’Arca di Vercelli ospita la notevole mostra “Kandinsky. L’artista come sciamano”, in esposizione fino al 6 luglio. Per la prima volta in Italia sono esibite opere degli inizi dell’artista astrattista russo, provenienti dal Museo di San Pietroburgo e allestite da Eugenia Petrova. Il museo è aperto dal lunedì alla domenica, dalle dieci alle venti. Per informazioni su biglietti, visitate il sito http://www.mostrakandinsky.it/.
La mostra comprende ventidue quadri e sedici oggetti della tradizione popolare russa. Questa fu di grande ispirazione per Kandinsky, che vi entrò in contatto nel corso di un viaggio in Russia del nord nel 1889. I dipinti evidenziano l’evoluzione artistica del pittore russo. Egli, con il tempo, ha reso sempre più astratte le figure della realtà circostante, stilizzandole e modificandole attraverso giochi di colore. Il colore è lo strumento attraverso il quale l’autore cerca di rappresentare l’impressione personale dello scenario naturale.
kandinsky 01Si può cogliere la forte tensione che il mito delle campagne russe ha suscitato nell’artista. Altrettanto intenso è il potere evocativo dell’immaginario delle leggende mongole. Immagini tipiche del cristianesimo sono mescolate con altre di carattere pagano e sciamanico. Sono presenti anche tracce della tradizione pittorica tedesca, che conobbe durante il  suo soggiorno in  Germania. In alcuni quadri è possibile riscontrare l’inquietudine di Kandinsky nei confronti dell’Unione Sovietica e il presagio delle prossime tragedie del secolo, come in “Secondo schizzo per quadro con bordo bianco”.
Kandinsky fu il capostipite di una scuola di astrattisti russi, tra i quali si possono annoverare (e contemplare nel corso della visita) Burljuk, Denisov, Larionov, Ekster e Filonov. Questo insieme di artisti si pose l’obiettivo di stabilire un legame tra l’arte primitiva e l’astratto, creando un’estetica dal sapore più orientale che occidentale. La figura dello sciamano, diffusa nelle campagne dell’Asia centrale, è illustrata attraverso una serie di vari oggetti. Il bastone è concepito come l’albero attraverso il quale è possibile comunicare con la divinità.
I grembiuli sono fatti con pelli di animali, spesso sacrificati in onore degli adorati dei. I tamburi servono a scandire il ritmo dei riti e sono intarsiati con incisioni raffiguranti scene della quotidianità.
È presente, inoltre, un costume integrale, indossato dallo sciamano per proteggersi dai pericoli della sua professione e per far sentire ancora di più il peso dell’incontro con l’entità divina.

 
Stefano Summa

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