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martedì, Ottobre 26, 2021

Sindaco e Presidente degli avvocati in difesa del Tribunale

Si è tenuta questa mattina, nel piazzale di Palazzo di Giustizia, la conferenza stampa voluta dal sindaco, Massimo Berutti, e dal presidente dell’ordine degli avvocati di Tortona, Enrico Zani, in difesa del Tribunale di Tortona cui hanno preso parte anche il vicepresidente dell’ordine, Enrico Merli, e alcuni avvocati cittadini.

Ieri si è tenuta una riunione ad Alessandria alla presenza dei magistrati ed è emersa, caldeggiata dal presidente di Alessandria, l’ipotesi di chiudere il Tribunale di Tortona e mantenere quello di Acqui Terme – ha spiegato il presidente dell’ordine degli avvocati di Tortona, Enrico Zani –. Alessandria, in questo momento, non ha strutture idonee per ricevere le cancellerie di Novi e Tortona e siccome a Tortona i magistrati sono andati via e non c’è grande arretrato è più facile fare il trasloco per cui hanno pensato di chiudere Tortona, aprendo un ruolo di civile e uno di penale ad Acqui Terme. Alessandria è in una situazione critica, non hanno soldi per far traslocare, per questo il sindaco di Tortona aveva dato la sua disponibilità a tenere aperta la struttura tortonese a proprie spese (come del resto fa da sempre) per tutto il tempo necessario all’adeguamento di Alessandria”.

Dagli avvocati è emersa la necessità che “il CSM rimetta a concorso dei posti. In procura, a Tortona, quando se ne è andato un magistrato non è stato sostituito, proprio alla luce della decisione della magistratura di far sì che nei tribunali destinati alla soppressione non venisse mandato nessuno. Si è arrivati ad un’agonia di Tortona voluta sia dalla magistratura e anche dal governo tecnico che ha voluto proseguire con la legge delega”.

In città, infatti, in 33 giorni sono stati fatti partire quasi tutti i giudici mentre ad Acqui Terme i magistrati non avendo ancora maturato i requisiti per andarsene sono rimasti.

Un record, secondo gli avvocati presenti alla conferenza stampa, i quali hanno voluto sottolineare quanto purtroppo si paghi l’efficienza “perché avendo sempre avuto sei giudici non abbiamo arretrati e quindi non ci sono troppi fascicoli da spostare”.

Il metodo di ragionamento attuato non rispetta le regole di efficacia ed efficienza che da sempre hanno contraddistinto il nostro Tribunale – sostiene il sindaco, Massimo Berutti –. Il ministro uscente ha elaborato questo piano disastroso e oggi, purtroppo, ne vediamo i frutti”.

Per questo all’unanimità sindaco, presidente e vicepresidente dell’ordine degli avvocati hanno ribadito la ferma intenzione di tutelare il principio di consentire ai cittadini di difendersi sottolineando come questa decisione non rispetti per nulla il principio del risparmio di spesa: fondamento sul quale si è costruito l’impianto della revisione della geografia giudiziaria.

Io avevo già una lettera pronta da mandare a tutti i sindaci titolari di Tribunale per chiedere un incontro con il nuovo ministro non appena si riuscirà ad avere – ha ribadito il primo cittadino -. Parleremo con il presidente del Tribunale di Alessandria e se sarà necessario chiederemo al ministero di grazia e giustizia di vagliare la nostra situazione. E’ soprattutto la collettività ad essere fortemente penalizzata da queste decisioni perché pretendere che parti, testimoni, ausiliari del giudice, forze dell’ordine, e non solo, siano costretti a sobbarcarsi lunghi spostamenti e conseguenti perdite di tempo per accedere al palazzo di giustizia vuol dire trascurare le reali esigenze del cittadino che invece deve essere l’unico vero parametro primo di riferimento della efficienza del sistema giustizia”.

I processi, infatti, se il Tribunale di Tortona verrà definitivamente chiuso, finiranno ad Alessandria e in quota residuale ad Acqui Terme.

Il presidente del Tribunale di Alessandria doveva fare delle scelte e ha compiuto questa – conclude il sindaco -. Noi non siamo assolutamente d’accordo. Ora, con una delegazione, chiederemo un incontro per manifestarle le nostre rimostranze affinché il Tribunale di Tortona resti dov’è e venga trattato con la stessa dignità degli altri e con il metro di giudizio che si merita”.

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