Ragazza morta all’ospedale: dopo arresto cardiaco ha la forza di iniettarsi la droga?

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Una giovane donna di 34 anni è morta in ospedale domenica dopo essere stata ricoverata per un arresto cardiaco. Dopo le prime cure con l’applicazione di un catetere nel braccio secondo le procedure di rianimazione, la giovane muore e i sanitari si accorgono che attaccata al catetere c’è una siringa.  Si fa largo, quindi, l’ipotesi che la paziente si sia iniettata della sostanza stupefacente , anche se appare quantomeno difficile che dopo un arresto cardiocircolatorio, un paziente riesca a fare tutto ciò.
Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri del Nas.

L’Azienda Ospedaliera  conferma di aver attivato una costante collaborazione con l’autorità giudiziaria, fornendo elementi che siano utili alla vicenda e che concorreranno ad eliminare dubbi sulla gestione della paziente durante l’ultimo ricovero in ospedale, connesso alle plurime patologie.

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