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mercoledì, Ottobre 27, 2021

Le patatine fritte danno dipendenza

I grassi contenuti in patatine e snack hanno per l’uomo lo stesso effetto della marijuana. La scoperta arriva da Daniele Piomelli e Nicholas Di Patrizio; ricercatori dell’università di Irvine; in California; ed è stata pubblicata sulla rivista Pnas. Quando mangiamo un cibo contenente grassi i recettori sulla lingua e nello stomaco risvegliano gli endocannabinoidi; le stesse “molecole del piacere”. “I grassi attivano dei recettori sulla lingua che lanciano un messaggio al cervello; il quale; poi; lo rilancia all’intestino attraverso il nervo vago; causando proprio il rilascio degli endocannabinoidi. Zuccheri e proteine; al contrario; non fanno niente di tutto questo”; ha spiegato Piomelli a la Stampa. I due ricercatori hanno scoperto che “i cibi grassi risvegliano nello stomaco le “molecole del piacere”; gli endocannabinoidi; le quali aumentano la fame e la voglia di altro cibo-spazzatura”. Piomelli ha poi sottolineato che in questo modo di apre “una pagina di fisiologia dellanutrizione inaspettata: oggi si assume che i nutrienti sono tutti uguali; ma si inizia a capire che le sostanze grasse hanno effetti particolari che vanno al di là delle calorie”. Lo studio è stato condotto sui topi; nutriti con tre differenti regimi aliemntari liquidi: uno proteico; uno glucidico a base di zuccheri ed uno lipidico a base di grassi. Le cavie nutrite con il regima lipidico hanno mostrato la produzione di l’anandamide e il 2-arachidonil-sn-glicerolo nello stomaco; due endocannabinoidi analoghe alle molecole della marijuana e che regolano il piacere in situazioni specifiche come quelle sessuali. Bloccando il recettore CB-1 di tali molecole il desiderio irrefrenabile di mangiare grassi svanisce. Non è ancora chiaro però quali siano i recettori sulla lingua che innescano il processo inviando un messaggio al cervello e all’intestino quando i grassi vengono assaporati. Ma i grassi non sono tutti uguali ed ora è partita la caccia al “grasso cattivo”: l’acido oleico; di cui è ricco l’olio di oliva; giunto nell’intestino si trasforma in una sostanza che dà il senso di sazietà; mentre l’acido stearico contenuto in carne e cioccolata fa parte di quegli acidi saturi che scatenano il folle desiderio di fame; che grazie a tale ricerca un giorno sarà forse controllabile.

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