Emergenza idrica: Acqui riduce l’uso di acqua, divieto d’irrigazione e lavaggio di auto

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inaugurazione del tubone nel 2008

La siccità tocca anche l’acquese. Dopo l’emergenza idrica in valle bormida ora è l’acquese a farne le spese. Il sindaco della città termale Lucchini ha disposto l’utilizzo dell’acqua in modo razionato sino a data da destinarsi con divieto assoluto per irrigazione di orti e giardini, riempimento di piscine anche mobili, lavaggio di auto, moto e qualunque uso ludico.

L’obbligo di divieto di prelievi d’acqua dalla rete idrica (consentiti solo ad uso domestico, sanitario e per attività regolarmente autorizzate) è scattato questa mattina con una ordinanza firmata d’urgenza dopo la richiesta dell’AMAG reti idriche di vietare usi impropri di acqua potabile. Le forze dell’ordine e polizia municipale vigileranno sul dispositivo e le sanzioni amministrative vanno da 25 a 500 euro.

Sarà sufficiente il tubone di Predosa affinché l’allerta non si trasformi in emergenza idrica? L’opera collega la città all’omonima falda acquifera ed era stava voluta e realizzata nel 2008 dall’ex sindaco Danilo Rapetti che peraltro assicura con un recente post su Facebook “Acqui non avrà mai più questo problema”. Ma in città si respira un clima “focoso” con il timore di tornare indietro di oltre dieci anni e rivivere momenti di paura.

Permane, invece, lo stato di crisi in valle bormida dove alcuni Comuni fanno ricorso tutti i giorni alle autobotti. Si parla di realizzare un “tubone bis” e raddoppiare l’invaso del Bric Berton a Ponzone e allacciare la rete idrica della Valle Bormida al tubone che unisce Acqui alla falda di Predosa. Anche la città termale è in allerta con l’ordinanza in atto che viete l’uso di acqua potabile anche per motivi ludici.

Giancarlo Perazzi

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